I PARENTI DI PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA, NON RISIEDEVANO NELLA CITTA’ DI ISERNIA.

Tanto per accreditare ancora una volta la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro figlio di Angelerio e di Maria, alla città di Isernia, hanno inventato anche la BUFALA (sono circa 8) della residenza di alcuni suoi parenti nella città molisana.

Premesso che NESSUNO dei suoi biografi antichi ha ricordato l’evento, esaminiamo quanto scritto da alcuni biografi pro-Isernia.

Mattei (1978): Tra queste mura (della città di Isernia, n. d. r.) egli si tuffò in tutti i ricordi della sua patriarcale famiglia, di cui erano ancora superstiti il fratello Nicola e due suoi nipoti figli di Roberto, altro fratello già defunto.

Colitto (1980): […], ma già Carlo II dall’Aquila […] aveva assegnato un annuo vitalizio a Nicola, fratello del Papa, ed ai nipoti di lui Guglielmo e Pietro, figli del fratello Roberto, tutti e tre residenti in Isernia.

[…]. Quivi (in Isernia, n. d. r.) trovò (papa Celestino V, n. r. d.) suo fratello Nicola ed i due suoi nipoti, Guglielmo e Pietro, figli del fratello Roberto, ai quali tutti Carlo D’Angiò, come innanzi scritto, aveva assegnato un’annua rendita a vita in omaggio al loro illustre congiunto.

Grano (1996): […], Carlo II concesse un annuo vitalizio di dieci once d’oro a Nicola Angelerio, fratello del Papa, mentre a due suoi nipoti, Guglielmo e Pietro, figli di Roberto Angelerio, assegnò una provvigione di cinque once ciascuno.
E’ accertato, scrive ancora Grano, dunque che i destinatari del vitalizio: a) fossero congiunti intimi di Celestino V; b) portassero il cognome Angelerio; c) risiedessero in Isernia (o nelle immediate vicinanze).

Tanto per non dimenticare nessuno, Gagliardi (2000), scrive: Nicola suo fratello riceve da re Carlo d’Angiò un assegno di 10 once d’oro e i nipoti Guglielmo e Pietro un assegno di 5 once d’oro, perché c’era stato un terremoto in Isernia (anno 1294) con 1200 morti.

Di recente (2010), mons. Palumbo, oggi vescovo della diocesi di Trivento, ha scritto: […], quindi il 14 e 15 ottobre è in Isernia, ove sono il fratello Nicola e i due nipoti Guglielmo e Pietro figli del defunto fratello Roberto, in favore dei quali il re assegnerà una pensione annua.

BUFALE, BUFALE ed ancora BUFALE: come si possono manipolare sfacciatamente le più antiche biografie ?

Nell’anno 1630, Marini, Abbate Generale de i Celestini, aveva già illustrato la verità: Mi avisa si bene il Molto Reverendo Padre Abbate D. Francesco d’Ailli d’haver letto nel Regio Archivio della Zecca di Napoli, dove dice esser registrate molte cose antiche di quel regno, in un libro Pergameno, che Carlo secondo Rè di Napoli doppò la morte di questo nostro santo, donò una certa rèdita od entrata perpetua de danari ad un nepote del santo, il nome del quale dice di non ricordarsi, sopra la gabella della bagliva della Città di Sulmona, e sopra la dogana di Foggia, à devotione di questo Santo Pietro, che fù Celestino Papa Quinto. […].
Di qua si può si può anco cogetturare, che il Santo essendo Sommo Pontefice non conferisse à suoi nepoti ne benefici, ne altre entrate.

Marini fu CHIARO: il Santo, essendo Sommo Pontefice NON conferisse à suoi nepoti NE benefici, NE altre entrate.

Per essere ancora più precisi nella nostra informazione, leggiamo quanto scritto da Ciarlanti (1640-1648), arciprete della cattedrale di Isernia; sono maggiori dettagli che permettono di dimostrare l’INESISTENZA della presenza di papa Celestino V in Isernia: […], che Re Carlo II. Fè a Nicola d’Angelerio fratello, & a Guglielmo e Pietro nipote del SS. Padre figliuoli di Roberto parimente fratello, cioè di oncie dieci annue in perpetuo a Nicola, & oncie 5. Per uno a Guglielmo, e Pietro dell’entrate, che la Regia Corte havea sopra bagliva di Foggia in Puglia, come nel Regist. Del 1298. e 1290. e non potendo poi quegli haverle da Foggia, ce le assegnò sopra la bagliva di Sulmona, come nel Regist. del 1298. con la Data in Napoli 1. Di Settembre […].
Erano pure fratelli germani, e nipoti di tale Santissimo, e famosissimo Papà, a cui contemplazione il Re li fè si picciol non dono, ma gravoso assignamento per servigio militare, c’havessero a fare.

Ciarlanti fu CHIARONON dono, ma gravoso assignamento per servigio militare, c’havessero a fare: ossia, lo dovevano
guadagnare unicamente se avessero svolto servigio militare.

Il gravoso assignamento per servigio militare, c’havessero a fare, autorizzato dal re Carlo II d’Angio tra gli anni 1298-1290, NON era in relazione con una presenza di papa Celestino V nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294, ergo, la sua presenza è una BUFALA.

NESSUN nepotismo di papa Celestino V: le BUFALE furono inventate per dare credito alla BUFALA della residenza di alcuni suoi parenti nella città di Isernia con lo scopo di identificarla quale località della sua nascita.

Sia Marini, sia Ciarlanti evidenziarono il trasferimento della riscossione delle somme a favore del fratello Nicola e dei nipoti Guglielmo e Pietro, figli del fratello Roberto, dalla bagliva di Foggia alla bagliva di Sulmona: se i parenti di papa Celestino V avessero avuto la residenza nella città di Isernia, le somme sarebbero state riscosse presso la bagliva di Isernia, ancora esistente nell’anno 1487.

Le somme furono trasferite presso la bagliva di Sulmona, città dove risiedevano Nicola, Guglielmo e Pietro, come testimoniano I Registri dell’Archivio vol. III, Abbazia di Montecassino (1966): 1383, agosto 5, ind. IV., a. III. Carlo III Sulmona. Giovanna
vedova del fu Scarso, e sua figlia Santuccia moglie di Angelerio di Pietro da Sulmona vendono ….. .

Pietro, detto da Sulmona, nell’anno 1383, altri non era che il fratello di Guglielmo, entrambi figli di Roberto e nipoti di Nicola e di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio e di Maria.

I fratelli di Pietro di Angelerio e di Maria, si erano trasferiti da Sant’Angelo Limosano, loro paese di origine, nella città di Sulmona, per essere vicini al loro parente, l’eremita di monte Morrone.

Oreste Gentile.

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