ANNIBALE E’ STATO NEI PRESSI DELLLE RIVE DEL FIUME FORTORE (FERTOR O FRENTO) ?

NESSUNO può dubitare della presenza di Annibale e del suo esercito nel territorio dell’attuale regione Molise, all’epoca diviso tra 2 popolazioni di origine Safina/Sabina/Sabella/Sannita: i Pentri ed i Frentani, questi nei territori di Lanciano e di Larino.

I primi a nord del Massiccio del Matese, i secondi anche nella vasta pianura costiera adriatica attraversata dai fiumi il Trigno, a confine con i Frentani di Lanciano, il Biferno proveniente dal territorio dei Pentri e il Fortore a confine con i Dauni. (vedi figura).

NESSUNO PUO’ DUBITARE DI UN ERRORE DEGLI STORICI ANTICHI E CONTEMPORANEI O CHE IGNORASSERO LA LOCALIZZAZIONE DEL FIUME OFANTO, L’ANTICO AUFIDUS E DEL FIUME FORTORE, L’ANTICO FERTOR/FRENTO E, SORATTUTTO, LA LOCALIZZAZIONE DELLA ROCCA DI CANNE RICORDATA DAGLI STORICI DI OGNI EPOCA INSIEME CON LE CITTA’ DI CANOSA E SALAPIA PROTAGONISTE DELLA FAMOSISSIMA BATTAGLIA TRA L’ESERCITO ROMANO E GLI INVASORI CARTAGINESI.

Ricordo uno Storico per tutti, il greco Strabone (64-23 a. C.), in modo chiaro ed inconfutabile, scrisse: Da Bari al fiume Aufidus, su cui si trova il porto dei Canusini, ci sono 400 stadi, per raggiungere il porto si risale il fiume per 90 stadi. Vicino c’è anche Salapia, porto della città di Argyrippa (Arpi, n. d. r.).

Polibio (fine II sec. a. C.) prima di Strabone e  Livio (64/59 a.C. – 12/17 d. C.), storico romano contemporaneo di Strabone, descrissero l’epopea di Annibale e del suo esercito nella penisola italica e gli itinerari dei suoi spostamenti da un versante all’altro del Tirreno e dell’Adriatico.

Per quanto riguarda la sua presenza nel territorio dei Pentri, non esiste alcuna citazione ed a conti fatti è VERO in quanto i Pentri rimasero, a differenza delle altre popolazioni italiche, fedeli alleati dei Romani dopo la conquista e l’occupazione della loro capitale e città madre, Bovaianom/Bojano.

Non possiamo gridare ai quattro venti: ANNIBALE E’ STATO A BOJANO, solo per il ritrovamento di una moneta punica nel castello medievale di Civita Superiore di Bojano (vedi foto).

Nel dritto è raffigurata la dea Tanit (o Demetra o Persefone), la dea più importante per i cartaginesi, volta a sinistra. Al rovescio cavallo stante, con zampa anteriore alzata, forse emblema stesso della città di Cartagine. (A. Cimmino),

Al contrario, è documentata la presenza di Annibale e del suo esercito nel territorio dei Frentani descritta dettagliatamente da Polibio e da Livio.

Tabula Peutingeriana. Localizzazione del territorio teatro della presenza dei Cartaginesi.

La prima presenza, nel ricordo di Polibio, avvenne dopo la disfatta dei Romani sul lago Trasimeno da dove Annibale si trasferì sulle sponde del mare Adriatico; proseguì attraverso i territori dei Pretuzi, Adria, dei Marrucini e devastò il territorio dei Frentani sia quello pertinente a Lanciano, sia quello di Larino, continuando la sua invasione in direzione della Iapigia, dove, scrisse Polibio, vivevano i Dauni, i Peucezi ed i Messapi.

Probabilmente Annibale passò sul ponte costruito sul fiume Biferno, ricordato nei secoli dalla gente del posto con il suo nome; permetteva, per chi proveniva dalle regioni del nord della penisola italica, le comunicazioni a sud est verso le colline dove era l’insediamento di Casacalenda ed il centro fortificato di Gerione. (vedi figura).

Il ponte di Annibale (foto de il Bene Comune).

Livio, a differenza di Polibio, dopo il lago Trasimeno, ricordò il passaggio per Spoleto, per il territorio dei Piceni e confermò quanto ricordato da Polibio: i Pretuzi, Adria, NON ritenne opportuno ricordare le devastazioni nei territori dei Marrucini e dei Frentani; ma la confermò nel territorio Dauno intorno ad Arpi e Lucera.

Questi sono i ricordi i di Polibio e Livio della discesa di Annibale nei territori della penisola italica centro meridionale. (vedi figura).

Il territorio dei Pentri non fu ricordato da Polibio e Livio, una grave distrazione, un vuoto di memoria, o Annibale lo riteneva troppo infido e non adatto alla sua strategia militare per affrontare, come sempre fece vittoriosamente, i Romani nei luoghi pianeggianti idonei alla “potenza” della sua cavalleria numidica, considerata la punta di diamante dell’esercito Cartaginese: dove se non in una vasta pianura poteva sviluppare tutta la sua “forza” ?

Altro motivo per NON attraversare il territorio dei Pentri era la presenza degli accampamenti dell’esercito romano, come ricordò Livio, allorquando, dopo la battaglia di Canne, i Cartaginesi spadroneggiavano nei territori del sud.

Pertanto, quando venne il momento di trasferirsi con l’esercito dal territorio campano a Gerione, NON attraversò il territorio dei Pentri; in quella occasione, avendo posto l’assedio, secondo Polibio nel territorio Falernum Ager ad ovest di Caserta, mentre Livio ricordò la presenza di Annibale nei  pressi della città caudina di Alife e, avendo saputo dagli esploratori, scrisse Livio, che nel territorio di Lucera e di Gerunio si trovava grande quantità di frumento, preferì recarsi a Gerione poiché, scrisse sempre Livio, Gerunio era località molto adatta per istituirvi un deposito, decise di passare lì l’inverno.

SOLO in occasione di quel trasferimento, probabilmente fu coinvolto il fiume Fortore: provenendo da ovest di Benevento [dal Farlenum Ager (Polibio) o da Alife (Livio)], non potendo attraversare il territorio dei Pentri, l’esercito di Annibale si diresse verso Gerione lungo il Fortore, dalla sua sorgente fino al territorio pianeggiante dell’odierna Gambatesa.

Risalì verso nord lunghe le colline in direzione di Gerunio/Casacalenda dove, successivamente, avrebbe subito la sua sconfitta dopo le vittorie presso il fiume Ticino, il fiume Trebbia ed il lago Trasimeno.

Probabilmente e solo per un breve tratto, Annibale utilizzò l’itinerario programmato dall’esercito Romano nell’anno 321 a. C. per andare dal territorio Caudino in soccorso di Lucera; un trasferimento che causò ai Romani la prima ed unica sconfitta e l’umiliazione presso le Forche Caudine e MAI arrivarono in soccorso di Lucera. (vedi figura X itinerario mai percorso).

Corsi e ricorsi della Storia: nel 321 a. C. il viaggio verso la città di Lucera causò l’UNICA sconfitta dell’esercito Romano contro i Sanniti; nell’anno 217 a. C. la città di Lucera fu indirettamente la causa della prima sconfitta di Annibale sul suolo italico.

Quanto esposto sulla base delle fonti bibliografiche di Polibio e Livio, potrebbe essere l’UNICA ipotesi per testimoniare la presenza di Annibale e del suo esercito lungo le rive del fiume Fortore; NON ESISTONO altre circostanze.

Per concludere, anche dopo i famosi “ozi” di Capua, Annibale senza MAI arrivare a Roma per cingerla d’assedio, strategia non consona al suo esercito, pare, secondo solo Livio, abbia intrapreso un altro itinerario che, come SEMPRE, ESCLUDEVA il territorio dei Pentri.  (vedi figura).

Questo è quanto.

Oreste Gentile.

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