Posts Tagged ‘attualità e storia’

IL “CAMMINO DEI SAFINI”. LA NASCITA DELLA “PRIMA ITALIA”.

ottobre 11, 2016

Se non ci fosse l’UNIONE EUROPEA condurremmo tutti una vita noiosa e soprattutto sedentaria.

Grazie a questo lungo elenco di itinerari approvati il “cittadino europeo” ha la possibilità di intraprendere un lungo e salutare cammino ……………. !

Da La via micaelica: importanza di un itinerario europeo di Gabriele Tardio, si apprende:

Con sede a Lussemburgo, esso nasce per “dare attuazione al programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa”. Le attività svolte da questa istituzione comprendono il sostegno agli enti che propongono progetti per l’analisi delle azioni e la ricerca di partner europei; l’applicazione delle priorità della politica del Consiglio d’Europa in materia di itinerari culturali; la vigilanza sulle evoluzioni delle espressioni della cultura e la consulenza a chi sia intenzionato a presentare progetti sull’evoluzione del turismo culturale.

Lista degli itinerari già selezionati dal consiglio d’Europa: I Cammini di pellegrinaggio: I Cammini di Santiago. La Via Francigena. Habitat rurale nei Pirenei. Le Vie di Mozart. L’ itinerario Schickhardt. L’itinerario dei Cistercensi.

La rete dei siti cluniacensi. I Celti. Le Rotte dei Vichinghi. L’ Itinerario Wenzel. L’Itinerario Vauban. L’Eredità Al-Andalus. Le rotte dei Sefaradi. Itinerari europei del patrimonio ebraico. La Rotta del ferro nei Pirenei. Le rotte dell’olivo. La Via Regia. Itinerari europei del patrimonio delle migrazioni. Le Transversales. Teatri della Gioventù. Centri d’arte. Le Rotte dei Fenici. Gli Zingari. L’Umanismo. Le Luci del Nord. Le Città europee delle Grandi Scoperte. Il Barocco. Le rotte europee della setta e del tessile. I riti e le feste popolari in Europa. Il Libro e lo Scritto. L’itinerario militari fortificate in Europa: Il progetto della Via Carolingia è nato per rispondere al bisogno di ricercare e trasmettere il senso di appartenenza ad una comunità più grande, quale è l’Europa, seguendo il percorso del viaggio (da Aquisgrana a Roma).

Alle Associazioni delle Regioni interessate e, soprattutto, a quelle presenti nella città di Bojano, considerando l’importanza ed il ruolo svolto dalla nostra città nel periodo della nascita dei popoli di origine safina/sabina/sabella/sannita (vera sacrum), si offre l’occasione di proporre il cammino dei SAFINI che permise la nascita della Prima Italia.

il-cammino-dei-safini

Le regioni interessate dal percorso: MARCHE con la provincia di Ascoli Piceno; LAZIO con la provincia di Rieti; ABRUZZO con il suo territorio; il MOLISE con il suo territorio; CAMPANIA con le province di Benevento e di Avellino e la BASILICATA con i territori che a nord confinano con la Campania e la Puglia.

Tutti i territori interessati sono ricchi di Storia e di cospicue emergenze archeologiche: le necropoli, i santuari, i teatri.

I musei presenti nelle città e nei piccoli centri permettono di ammirare quanto seppero realizzare i popoli della cosiddetta Prima Italia: armi, monili maschili e femminili, monete e suppellettili in ceramica etc., etc..

Le Associazioni ed i burocrati non perdano l’occasione di proporre un itinerario quanto mai CULTURALE e salutare.

 

Oreste Gentile.

Annunci

I “SANNITI” REALIZZAVANO. I “POLITICI” PROMETTONO ! I TRATTURI (IERI) E LE STRADE STATALI (OGGI). SI STAVA MEGLIO, QUANDO SI STAVA PEGGIO !

settembre 15, 2016

Tanti incontri, tante chiacchiere, tante promesse e, soprattutto, quanto tempo perso !

Non sanno più cosa inventarsi per la crescita economica e sociale delle nostre Regioni; ora è la volta della costruzione di nuove strade per migliorare il movimento di uomini e di mezzi.

Hanno impiegato circa 30 anni per realizzare 2 S. S. dette “fondovalli” : La Bifernina (S. S. 647, in figura n. 1) da Bojano (CB) a Termoli (CB) e la Trignina (S. S. 650, in figura n. 2) da Isernia a S. Salvo (CH), per migliorare i collegamenti tra la costa adriatica e l’entroterra (Molise, Abruzzo, Lazio e Campania).

Intorno agli anni ’70 iniziarono i lavori della “fondovalleSangritana (S. S. 652, in figura n. 3) che collega Fossacesia (CH) a Castel di Sangro (AQ), non ancora ultimati nell’anno 2016.

Oltre alla S. S. Adriatica che corre lungo la costa adriatica e la “A 14”, autostrada adriatica, le altre S. S. presenti in Abruzzo e Molise sono: la S. S. 17 “Appulo Sannitica” (in figura S.S. 17, linea gialla) che si origina presso Antrodoco (RI) e giunge a Foggia, seguendo a grandi linee il tracciato del tratturo Pescasseroli-Candela (in figura linea verde); è disegnata nella Tabula Peutingeriana (in figura linea gialla) del III sec. d. C, come via consolare Minucia da Corfinio (AQ) a Brindisi.

La S. S. 87 “Sannitica” (in figura linea gialla) da Napoli a Termoli (CB), nel tratto molisano segue il tracciato del tratturello Matese-Cortile- Centocelle ed è presente nella Tabula Peutingeriana con il tracciato Bobiano/Bojano-ad canales/Baranello-ad pyr-Campolieto-geronium/Gerione/Casacalenda (vedi figura).

La S. S. 6 dir. (in figura linea azzurra) da San Pietro in Fine (CE) a Venafro (IS) e la S. S. 85 da Venafro ad Isernia. Disegnata anche nella Tabula Peutingeriana.

La S. S. 158 della “Valle del Volturno” (in figura linea senape) dal bivio di Roccaravindola (IS) (o bivio Monteroduni) ad Alfedena (AQ)-Castel di Sangro (AQ), disegnata nella Tabula Peutingeriana per un breve tratto che si origina da ad Rotas (Monteroduni) e si ferma all’Appennino.

La S. S. 86 “Istonia” dal bivio di Fòrli del Sannio (Is), presso S. S. 17, prosegue per Agnone (IS) e giunge a Vasto (CH).

Queste sono le strade più importanti che interessano il territorio del Molise ed una parte del territorio dell’Abruzzo.

I loro tracciati risalgono alla preistoria quando gli animali, migrando al cambiamento di stagione dagli altopiani abruzzesi e molisani alla vasta pianura dauna, tracciarono diversi itinerari: i tratturi.

1. Tratturo Pescasseroli- Candela. 2. Tratturo Castelo di Sangro-Lucera. 3. Tratturello del Matese-Cortile-Centocelle. 4. Tratturo Celano-Foggia. A. Sprondasino-Castel del Giudice. B. Ateleta-Biferno. 5. Centurelle-Montesecco. 6. L’Aquila-Foggia.

1. Tratturo Pescasseroli- Candela. 2. Tratturo Castelo di Sangro-Lucera. 3. Tratturello del Matese-Cortile-Centocelle. 4. Tratturo Celano-Foggia. A. Sprondasino-Castel del Giudice. B. Ateleta-Biferno. 5. Centurelle-Montesecco. 6. L’Aquila-Foggia.

Nelle epoche storiche, alcuni dei percorsi tratturali furono utilizzati dai Romani per costruire importanti vie consolari ancora in uso nelle epoche successive e fino all’epoca moderna quando, con le opportune modifiche, divennero le Strade Statali. La più antica rappresentazione di alcune di esse è documentata dalla Tabula Peutingeriana del III secolo d. C..

Tabula Peutingeriana (III sec.): in evidenza (linea gialla) le strade i cui tracciati sono stati utilizzati dalle moderne Strade Statali riportate nella soprastante figura. [da sinistra verso destra: VE = Venafro. Punto nero = ad Rotas (Monteroduni). C. S. = Castel di Sangro. IS = Isernia. Punto rosso = Cluturno (Santa Maria del Molise). BO = Bojano. Punto nero = Hercul Rani (Campochiaro). Punto nero = Sepinum (Sepino)]. [da BO = Bojano in alto verso sinistra: punto nero = ad Canales (Baranello). Segue punti neri = ad Pyr (Campolieto) e Geronum (Casacalenda).

Tabula Peutingeriana (III sec.): in evidenza (linea gialla) le strade i cui tracciati sono stati utilizzati dalle moderne Strade Statali riportate nella soprastante figura. [da sinistra verso destra: VE = Venafro. Punto nero = ad Rotas (Monteroduni). C. S. = Castel di Sangro. IS = Isernia. Punto rosso = Cluturno (Santa Maria del Molise). BO = Bojano. Punto nero = Hercul Rani (Campochiaro). Punto nero = Sepinum (Sepino)]. [da BO = Bojano in alto verso sinistra: punto nero = ad Canales (Baranello). Segue punti neri = ad Pyr (Campolieto) e Geronum (Casacalenda).

Lo stato attuale delle principali vie di comunicazione tra l’Abruzzo ed il Molise (figura).

Stato attuale: 1. S.S. 647 “Bifernina” Bojano-Termoli. 2. S. S. “Trignina” S. Salvo-Isernia. 3. S. S. “Sangritana” Fossaceca-Castel di Sangro. 4. Fondo valle Verrino: “Trignina” - Agnone. 5. “Fresilia”: Bifernina - Frosolone. T. (verde) tracciato tratturo. P. (giallo) via nella Tabula Peutingeriana. S. S. 17 e 87 (strade statali odierne). S. S. 156 (strada statale Volturno). C. S. Castel di Sangro. IS Isernia. VE Venafro. BO Bojano. 4. (azzurro) S.S. Venafrana.

Stato attuale: 1. S.S. 647 “Bifernina” Bojano-Termoli. 2. S. S. “Trignina” S. Salvo-Isernia. 3. S. S. “Sangritana” Fossaceca-Castel di Sangro. 4. Fondo valle Verrino: “Trignina” – Agnone. 5. “Fresilia”: Bifernina – Frosolone. T. (verde) tracciato tratturo. P. (giallo) via nella Tabula Peutingeriana. S. S. 17 e 87 (strade statali odierne). S. S. 156 (strada statale Volturno). C. S. Castel di Sangro. IS Isernia. VE Venafro. BO Bojano. 4. (azzurro) S.S. Venafrana.

La S. S. “Sangritana”, Fossacesia – Castel di Sangro, iniziata all’incirca nel 1970 non è ultimata, ma in più di un incontro a scadenze pluriennali, si è discusso di una nuova strada definita “transcollinare” o “dorsale appennica”, il cui tracciato (nella cartina tratteggio bianco) dovrebbe essere parallelo alla S. S. 17 (linea gialla), ma più a nord-est verso la costa adriatica, utile per collegare le 3fondovalli” (nella figura: la 1. la 2. e la 3. ancora da completare).

collinareLa nuova strada denominata “transcollinare” o “dorsale appenninica”, è considerata un opera di primaria importanza tant’è che se ne discute da più anni.

Cronologicamente, si ricorda che nel dicembre 2009 il sito www.mynews.it/sotto-costa pubblicava: Oggi, nella sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, i rappresentanti delle Regioni Marche, Abruzzo e Molise e delle Province di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti e Campobasso hanno firmato il Protocollo d’intesa che costituisce il primo concreto passo verso la realizzazione della Dorsale Marche – Abruzzo – Molise, un corridoio stradale che, nella sostanza, riprende la vecchia idea progettuale della transcollinare ed ha lo scopo di mettere in collegamento le aree interne delle tre regioni interessate. Sottolineando: Con questa nuova arteria stradale verranno messi in collegamento tra loro le strade di fondovalle che costituiscono le principali infrastrutture di collegamento trasversale. Ad esempio, nel Molise, si avrà finalmente un raccordo fra la Trignina ( S.S. 650) e la Bifernina (S.S. 647) . Dobbiamo tener conto, che l’assenza di grandi vie di comunicazione ha penalizzato le nostre aree interne, determinandone lo spopolamento. Solo con un raccordo veloce fra la montagna e la costa sarà possibile frenare l’esodo di popolazioni verso la costa.[…].

La dorsale Marche – Abruzzo – Molise rientra nelle opere di interesse nazionale in quanto infrastruttura strategica a valenza interregionale. Le opere previste in Molise avranno il costo presumibile di 18 ml. di euro. 

Considerando la fondamentale importanza della nuova arteria stradale, la cosiddetta “prima pietra” dovrebbe avere già una sua giusta collocazione ed invece, nell’anno 2016, siamo ancora al punto 0 (zero); solo: parole, parole, parole !

Il 10 settembre dell’anno 2016 TERMOLIlive ore 23.00, ha pubblicato: Una transcollinare per collegare Bifernina, Trianina e Val di Sangro.

Per l’occasione il Presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha annunciato l’approvazione del progetto definitivo per il completamento della Fondovalle Sangro, un arteria importante anche per il Molise. “Un grande traguardo – commenta Maurizio Cacciavillani, responsabile enti locali per il Molise-, ma ora è il momento di pensare al collegamento delle tre arterie principali della regione molisana, al fine di congiungere il capoluogo Campobasso con la Val di Sangro, zona di fondamentale importanza anche per i molisani, essendoci molte attività produttive, ed anche in vista del progetto di parco archeologico Alto Sannio, che abbraccia località dell’Alto Molise e dell’Abruzzo.

Ergo: a). La “fondovalle” Sangritana”, già denominata S. S. 652, iniziata intorno agli anni 70, nell’anno 2016 avrebbe raggiunto l’agognato traguardo dell’approvazione del suo progetto definitivo. b). In merito al collegamento delle tre arterie di cui è il momento di pensare alla data del 10 settembre 2016, ignorando che già 7 anni prima, nel dicembre 2009 (vedi sopra), era stato firmato nella sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, i rappresentanti delle Regioni Marche, Abruzzo e Molise e delle Province di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti e Campobasso, il Protocollo d’intesa che costituisce il primo concreto passo verso la realizzazione della Dorsale Marche – Abruzzo – Molise, un corridoio stradale che, nella sostanza, riprende la vecchia idea progettuale della transcollinare ed ha lo scopo di mettere in collegamento le aree interne delle tre regioni interessate.

I Sanniti che già nel X secolo a. C. popolavano e dominavano nei territori della penisola italica, molto più pratici dei “politici” dei nostri giorni, avevano risolto i problemi della viabilità migliorando i percorsi dei tratturi e creandone dei nuovi: ciò che oggi è stato fatto o è ancora da realizzare, i Sanniti lo avevano già fatto.

La “transcollinare” o Dorsale Marche-Abruzzo-Molise, i Sanniti, nei loro rispettivi territori: Marrucino, Carecino e Pentro già l’avevano realizzata per migliorare le comunicazioni e gli scambi commerciali.

Sopravvive ancora oggi: il suo tracciato è stato utilizzato per le altre Strade Statali e, soprattutto, per le numerose strade provinciali nei loro rispettivi territori abruzzesi e molisani.

Nella cartina: la “transcollinare” o “dorsale appenninica” dei Sanniti (linea gialla). Le 3 S. S. di “fondovalle” (linea bianca). Le località (punto rosso) nell’ordine citate da La Regina tra Chieti (partenza) e Bojano (arrivo).

Nella cartina: la “transcollinare” o “dorsale appenninica” dei Sanniti (linea gialla). Le 3 S. S. di “fondovalle” (linea bianca). Le località (punto rosso) nell’ordine citate da La Regina tra Chieti (partenza) e Bojano (arrivo).

La Regina scrive: Questa strada che attraversa il santuario (di Pietrabbondante, n. d. r.), faceva parte del percorso più diretto tra la valle dell’Aterno e il versante settentrionale del Matese, in particolare tra Teate Marrucinorum (Chieti, n. d. r,) e Bovianum attraverso le sedi dei Marrucini, dei Carricini e dei Pentri, rasentando gli insediamenti di Rapino, Guardiagrele-Comino, Càsoli-Piano La Roma (Cluviae), Iuvanum, Montenerodomo, Quadri, Capracotta, Pietrabbondante, Chiauci, Colle d’Onofrio, Civitanova e Frosolone. Un miliario di Montenerodomo (CIL IX 5974) dimostra che nel IV secolo d. C., vi era una strada che da Teate (Chieti, n. d. r.) si dirigeva verso il Sangro nei pressi di Trebula (Quadri) donde si diramavano percorsi diversi. La prosecuzione verso Bovianum (Bojano, n. d. r.) non divenne una “via publica” romana, ma nel percorso più antico restano tracce della viabilità locale e dei sentieri che tuttora collegano quei luoghi; se ne apprende implicitamente l’esistenza anche da Livio (IX, 31) a proposito delle operazioni dell’anno 311 a. C. nel Sannio.

Gli stessi Sanniti: Marrucini, Carricini e Pentri, se avessero conosciuto l’esistenza del toponimo < Alto Sannio > per identificare e localizzare, come è stato scritto, alcune località dell’Alto Molise e dell’Abruzzo, si sarebbero < scompisciati dalle risate >: nella Storia non è mai esistito un < Alto Sannio >.

I Sanniti erano a conoscenza che il territorio oggi denominato Alto Molise, altro non era che il territorio più settentrionale dei Sanniti Pentri, a confine con i Sanniti Carecini e con i Sanniti Frentani.

Anche alcune località dell’Abruzzo meridionale, oggi denominato Alto Sangro: Alfedena, Castel di Sangro, centri oggi in provincia de L’Aquila, erano comprese nel territorio dei Sanniti Pentri ed a confine con i Sanniti Peligni.

E’ certo: tra le strade iniziate e non ancora finite, dorsali da realizzare non si sa quando e nuovi toponimi, ancora una volta siamo costretti ad esclamare: si stava meglio quando si stava peggio !

Oreste Gentile

 

 

 

 

A A A CERCASI MAGNATE PER LA CITTA’ DI BOJANO.

settembre 10, 2016

CERCASI MAGNATE ITALIANO O STRANIERO PER FARE RINASCERE LA CITTA’ DI BOJANO IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO.

La città di BOJANO. Passato GLORIOSO,. Futuro INCERTO.

La città di BOJANO. Passato GLORIOSO,. Futuro INCERTO.

LA STORIA DI QUESTA CITTA’ E’ INVIDIABILE: FONDATA INTORNO AL X- IX SEC. A. C. FU CAPITALE DEI SANNITI PENTRI.

Il territorio (rosso) della tribù dei "PENTRI".

Il territorio (rosso) della tribù dei SANNITI PENTRI. I “tratturi” (linea verde).

CON LA CONQUISTA ROMANA FU MUNICIPIO, COLONIA E SEDE DI DIOCESI EPISCOPALE.

La contea del conte Rodolfo de Molinis/de Molisio.

I confini (rosso) della colonia, del municipio e della diocesi episcopale della civitas BOVIANUM.

CAPOLUOGO DELLA CONTEA LONGOBARDO-FRANCA, CAPOLUOGO DELLA CONTEA OMONIMA IN EPOCA NORMANNA E DELLA PIU’ ESTESA CONTEA DI MOLISE.

La contea di MOLISE (anno 1142), già contea di BOJANO, nella sua massima espansione.

La contea di MOLISE (confine rosso, anno 1142), già contea di BOJANO, nella sua massima espansione. Titolare: conte Ugo (II) de Molisio, genero di re Ruggero II.

LA SUA DECADENZA INIZIO’ NEL XIII SECOLO, MA FU ANCORA, NELL’ANNO 1860, PROTAGONISTA DELL’UNITA’ D’ITALIA.

mmmmmmm

Quivi, nella così detta Loggia dei Pallotta, per acclamazione, Girolamo Pallotta fu acclamato < Prodittatore > e dichiarata la decadenza del governo borbonico; la annessione di tutto l’ estendimento strategico boianese alla Monarchia del Re Galantuomo. […].

IL SOTTOSUOLO DEL SUO TERRITORIO HA RESTITUITO UN INGENTE NUMERO DI REPERTI ARCHEOLOGICI (IL PIU’ ANTICO RISALE AL X-IX SECOLO A. C.), PERTANTO SI RENDE NECESSARIO L’ISTITUZIONE DI UN MUSEO CIVICO.

ALCUNI REPERTI:

cuspidi

pet

 

pet-4pet-1pet

 

VISTA LA LENTEZZA DELLA BUROCRAZIA, SI CHIEDE UN CONTRIBUTO FINANZIARIO PER LA “NASCITA” DEL MUSEO CIVICO PER IL RILANCIO CULTURALE E TURISTICO DELLA CITTA’.

E’ IN GIOCO L’ESISTENZA STESSA DELLA CITTA’.

GRAZIE A QUANTI CONTRIBUIRANNO AL SUO SALVATAGGIO.

 

LE MACROREGIONI: UNA BOIATA PAZZESCA!!

ottobre 13, 2015

LE 21 REGIONI DELL’ITALIA OGGI.

Le 21 regioni dell'Italia con il loro stemma.

Le 21 regioni dell’Italia con il loro stemma.

Giocavano a modificare l’assetto regionale del Molise, proponendo di volta in volta una nuova regione  <Molisannio>

bbbb

La regione (confine rosso) MOLISANNIO

o <Moldaunia>, con l’unico scopo di pensare al proprio tornaconto e coltivare il loro piccolo orticello: la regione Molise.

bbbbb

La regione MOLDAUNIA

Oggi si spaventano al solo pensiero che, in modo concreto, possano perdere tutti il loro potere, i loro privilegi con la istituzione delle <macroregioni>. C’è chi e stato più furbo di loro e, scimmiottando la suddivisione dell’Italia voluta dall’imperatore Augusto, vorrebbe concretizzare al più presto la creazione di <12 macroregioni> che il buon Fantozzi definirebbe: una boiata pazzesca!

 vvv

Il “tricolore” esiste, ma non è quello nazionale !!!

Per una migliore amministrazione, l’imperatore Augusto aveva diviso la città di Roma in 14 quartieri, detti “regiones” e la penisola italiana, escludendo la Corsica, la Sardegna e la Sicilia, in 11 distretti territoriali, anche essi denominati regiones”: I. Lazio e Campania, II. Apulia e Calabria, III. Lucania e Bruzio, IV. Sannio, V. Piceno, VI. Umbria, VII. Etruria, VIII. Emilia, IX. Liguria, X. Venezia e Istria, XI. Gallia Transpadana.

mmmm

Le 11 “regiones” dell’imperatore Augusto.

Già allora la suddivisione non aveva rispettato le differenze culturali, sociali ed economiche  tra le popolazioni e, se la Storia è maestra di vita, oggi non si dovrebbe commettere l’errore del passato. Ma i politici, conoscono la Storia? Esaminando il destino della piccola regione Molise, vale la pena ricordare che l’attuale territorio era abitato dai Pentri e dai Frentani, due popoli che con gli altri dell’Italia presenti lungo la dorsale dell’Appenino centrale e la costa adriatica centrale, avevano in comune la discendenza e la cultura dei Sabini.

mmmm

I popoli di origine Sabina (confine rosso).

mmm

Il territorio della regione MOLISE: Territorio (confine rosso) dei PENTRI. Territorio (confine nero) dei FRENTANI di Larino.

L’imperatore Augusto, creando la IV regione mise sì insieme i Sabini, i Marruci, i Peligni, i Marsi, gli Equi, i Vestini, i Frentani di Lanciano, i Carecini ed i Pentri,

nn

La IV regione SAMNIUM

ma aveva escluso i Frentani di Larino, destinandoli alla II regione, Apulia e Calabria in cui erano stati inclusi anche i Caudini, gli Irpini ed i Lucani, di origine sabina.

nnnn

La II regione APULIA ET CALABRIA

I Piceni della V regione, originati anch’essi  dalla migrazione (ver sacrum) dei giovani Sabini, costituirono una regione omogenea.

mm

La V regione PICENUM

Oggi, la nuova suddivisione, non migliora, ma accentua l’errore dell’imperatore Augusto. Per quanto riguarda il Molise, già territorio pentro-frentano, la sua Storia viene ancora una volta violentata dall’ignoranza di chi vorrebbe destinare il territorio della provincia di Isernia, già pentro, alla cosiddetta <Regione Adriatica>, mentre il territorio della provincia di Campobasso, già pentro-frentano, alla cosiddetta< Regione del Levante>. Passi per quanto avvenne nell’antico passato: l’imperatore Augusto era pur sempre l’imperatore Augusto, ma possiamo accettare la proposta di due sconosciuti politici che fanno strage delle tradizioni italiche? La denominazione di alcune delle nuove regioni è contro la loro origine, la loro cultura: Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria, diventerebbe la cosiddetta <regione Alpina>. Toscana, Emilia.-Romagna etc., addirittura la cosiddetta <regione Appenninica>. Scomparirebbero gli antichi nomi di Lazio e Campania per fare posto alla cosiddetta <regione Tirrenica>, come se l’odierna Toscana, destinata alla cosiddetta <regione Appenninica>, non fosse bagnata dallo stesso mare a cui gli Etruschi, i suoi primi abitanti, avevano dato il nome. La Calabria che vide i primi coloni greci e che fece parte della Magna Grecia, sarebbe la cosiddetta <regione del Ponente> (che grande fantasia!), dimenticando o perché lo ignorano, che furono proprio i coloni enotri condotti da Italo a dare origine al nome Italia. La loro ignoranza è tanta che la Puglia, l’antica Apulia, abitata dai coloni greci Dauni, Peucezi e Messapi, con una parte dei Pentri-Frentani e Lucani diverrà la cosiddetta <regione del Levante>;< Levante> perché conoscono solo l’omonima Fiera di Bari? Che menti feconde! Poi si lamentano che il popolo istruito non va più a votare!

Oreste Gentile

IL MISTERO DEI GIORNALI TELEMATICI SU FACE BOOK: PUO’ ACCADERE ANCHE QUESTO!

settembre 27, 2015

Il giorno 19 settembre u. s., inviando un commento all’articolo SANNITI: VER SACRUM NEGLI SCATTI FOTOGRAFICI. LA MOSTRA A BOJANO di Adriana Niro – pubblicato sul sito < unmondoditaliani > di face book, in merito all’affermazione: “”E proprio i Vitelios fuorono chiamati dal Dio Mamerte a fondare sul Tiferno (attuale fiume Biferno) Bovaianom, consacrandosi alla dea Madre, Kerres, conosciuta dai romani con il nome di Cerere, scrissi: LA <BUFALA> DELLA PRESENZA DEI “VITELIOS” NELLA REGIONE SABINA E’ STATA DIFFUSA DA UNA PUBBLICAZIONE CHE DA ROMANZO E’ STATA VALUTATA VERO E PROPRIO LIBRO DI STORIA, citando, per sostenere la mia affermazione, lo storico Dionisio di Alicarnasso, vissuto nel I sec. a. C., e Antioco di Siracusa, vissuto nel V sec. a. C..
Da parte dell’autrice dell’articolo non ci fu un commento .
Dal giorno 23 settembre a mia insaputa, divento attore di una polemica suscitata dall’articolo pubblicato sul giornale telematico unmondoditaliani.com: La Bufala di Viteliu? La Storia non può essere stravolta ! ”” A firma di Oreste Gentile.

Premetto che né il titolo dell’articolo, né l’articolo è stato firmato dal sottoscritto, ma è stato copiato dall’articolo: VITELIU IL NOME DELLA LIBERTA’: SI’ UN FILM, MA QUALE STORIA ? da me firmato e pubblicato il giorno 10 marzo 2015 (6 mesi fa) su questo blog.
Il giorno 24 settembre, sempre sul giornale telematico unmondoditaliani.com è stato pubblicato: Face book diventa cura per la Sindrome Viteliu di Adriana Niro che, guarda caso, riporta il mio commento del 19 settembre e dalla stessa ignorato nel suo articolo per la mostra fotografica di Bojano.
Ma il mistero si infittisce, diventando un vero e proprio -giallo-: andando a rileggere su face book, pur avendolo diligentemente copiato, l’articolo: SANNITI: VER SACRUM NEGLI SCATTI FOTOGRAFICI. LA MOSTRA A BOJANO che avevo commentano il 19 settembre senza una risposta, scopro che alla data del 26 ne sono stati pubblicati 2 (due): il primo, datato 18 settembre ore 1. 01 di Adriana Niro, senza il mio commento, ed un secondo firmato da Mina Capussi del 18 settembre ore 1. 20 con il mio commento che avevo destinato all’articolo di Adriana Niro e che, con il nuovo articolo sta “come i cavoli a merenda”, perché, circostanza ancora più misteriosa, nessuno dei 2 (due) articoli riporta la frase: ““E proprio i “Vitelios” fuorono chiamati dal Dio Mamerte a fondare sul Tiferno (attuale fiume Biferno) Bovaianom, consacrandosi alla dea Madre, Kerres, conosciuta dai romani con il nome di Cerere a cui avevo dedicato il commento del 19 settembre.
Qualcuno ha voluto fare il gioco delle -tre carte- per -inquinare- le acque: nel mio commento del 19 settembre, giudicavo una BUFALA unicamente la presenza dei “Vitelios” nella regione Sabina, cui faceva riferimento l’articolo della Niro ed il romanzo a pag. 85, mentre nell’articolo del 23 settembre che il sottoscritto non ha firmato, -bufala- viene giudicato, non la sola frase citata, ma il romanzo.
Oreste Gentile

 

 

 

 

A PAPA FRANCESCO DA (PAPA) CELESTINO V: BUON COMPLEANNO !

dicembre 18, 2014

Immagine1

 

 

 

 

 

 

Caro Papa Francesco, le tue biografie mi informano che sei nato da Mario Jose BergoglioRegina Maria Sivori il 17 dicembre 1936, in Flores, Buenos Aires, Argentina; in ritardo ti faccio i miei più cordiali auguri per il compleanno del giorno 17 u. s..

La tua elezione è dovuta alla rinuncia di papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Aloisius Ratzinger, figlio di Joseph Ratzinger e di Maria Rieger, nato il 16 aprile 1927 in Marktl am Inn, in Baviera.

Chi ti scrive è colui che nella storia della Chiesa ha creato un precedente: la rinuncia al papato.

Sono Pietro detto da/del Morrone, già papa Celestino V, al secolo, Pietro figlio di …, nato il ….., in ….. .

Ti chiederai il significato dei punti sospensivi; ebbene, io non ho potuto, né posso godere la celebrazione del mio compleanno, non posso far conoscere al mondo l’anno e la località della mia nascita, il nome dei miei genitori.

Dopo la mia morte, avvenuta il 19 maggio 1296, ho dovuto subire, a partire dall’anno 1479, i capricci di alcuni miei biografi che ancora oggi, ignorando le biografie più antiche, la geografia e la storia dell’Italia nel XIII secolo, ed inventando 9 false testimonianze ed una tradizione storico-liturgica locale, convergente con le informazioni degli storiografi dell’Ordine celestiniano, mi fanno nascere da Angelerio o Angelerii e da Maria Leone, nell’anno 1215, nella città di Isernia.

E’ storia recente: tra gli anni 2009 e 2010 le diocesi dell’Abruzzo e del Molise, all’unanimità, hanno indetto l’Anno Giubilare Celestiniano per ricordare gli 800 anni della mia nascita.

Per la prima volta, ho potuto celebrare un compleanno!

Celebrato l’anniversario e trascorsi gli anni 2011, 2012 ed il 2013, nell’anno 2014 e per l’intero anno 2015, solo la diocesi di Isernia-Venafro, che nel 2009 aveva aderito alla celebrazione dei miei 800 anni, strumentalizzando la tua presenza del giorno 5 luglio u. s., ha voluto celebrare un 2° anno giubilare celestiniano per ricordare, una seconda volta, gli 800 anni della mia nascita.

Troppa grazia!

Dopo secoli di silenzio, 2 celebrazioni nel giro di 5 anni: e pensare che l’antica diocesi di Isernia-Venafro, nel corso di 8 secoli, pur sostenendo l’anno 1215, mai ha celebrato la mia nascita.

Solo in 2 occasioni ha ricordato la mia morte avvenuta nel 1296: nell’anno 1896 e nell’anno 1996.

Facile il calcolo aritmetico, ma hanno trascurato un altro di pari facilità.

Due delle mie biografie più antiche, la Vita A e la Vita C hanno tramandato che tornai al Padre all’età di 86 0 87 anni; ergo: 1296 – 86 o 87 = 1210 o 1209.

Chi continua a sostenere che sarei nato nel 1215, offende l’intelligenza dell’ignaro fedele o studioso.

Tu solo puoi invitare i vescovi dell’Abruzzo e del Molise ad affrontare e risolvere la vexata questio che coinvolge anche mia madre, il cui cognome non era Leone, e la località della mia nascita che non era la città di Isernia, bensì, come indicano 11 indizi storici, geografici e religiosi, era l’antico castrum di Sant’Angelo Limosano.

Sicuro del tuo interessamento, rinnovo i miei auguri.

Pietro di Angelerio, già papa Celestino V.

P.S. Il papa emerito Benedetto XVI, il giorno 4 luglio 2010, nella città di Sulmona dichiarò che l’Anno Giubilare 2009-2010 era stato indetto per celebrare il mio VIII compleanno: 1209 – 2009.

PAPA CELESTINO V a PAPA FRANCESCO IN VISITA NEL MOLISE.

aprile 11, 2014

Santo Padre, la visita che farai nel Molise il prossimo 5 luglio mi riempie di gioia.

Dopo Giovanni Paolo II, la mia terra di origine, all’epoca denominata Comitatus Molisii nel regno angioino di Napoli, avrà l’onore di ospitarti, purtroppo in un periodo che vede i miei corregionali coinvolti in una grave crisi occupazionale ed economica.

La data programmata per la visita coincide con i 720 anni dalla mia elezione al papato: Perugia, 5 luglio dell’anno 1294, dopo un lungo conclave iniziato la domenica del 18 ottobre dell’anno 1293.

L’elezione, ponendo fine al mio II periodo (62 anni) di eremitaggio iniziato nell’anno 1232 sul monte Morrone, dopo il  primo periodo di tre anni (1229-1232) tra Castel di Sangro e Palena (monte Porrara), mi proclamò sì successore di Pietro, ma fu causa anche della mia rinuncia a cui seguì la triste e sofferta esperienza di confinato, di fuggiasco e di prigioniero. 

Sei nato in Argentina da genitori italiani e probabilmente ti è sconosciuto il mio luogo di nascita che, per la verità, è < volutamente > ignorato dalla nostra Chiesa.

Venni alla luce nel castrum sancto angelo, oggi Sant’Angelo Limosano (CB), il 29 giugno ed in base a quanto hanno tramandato le biografie più antiche, correva l’anno 1209.

La nostra Chiesa non vuole riconoscere la località della mia origine: si ostina a mantenere viva una secolare polemica e di recente l’ha incrementata, identificandola con una località lontana dal Comitatus Molisii, in Terra/ae Laboris, provincia di Caserta.

Non vorrei, come  accadde al nostro santo predecessore, papa Giovanni Paolo II, in visita nel Molise nell’anno 1995, che un tuo collaboratore ti suggerisse la mia nascita nella città di Isernia o, come di recente hanno modificato, in terra di Isernia.

Il santo papa, tuo predecessore, nell’omelia della santa messa celebrata nell’odierna basilica minore di Castelpetroso, disse: Trovandomi poi vicino alla patria del mio venerato predecessore Celestino V …. , invio un caro saluto alla Comunità diocesana di Isernia ed al suo pastore, Mons. Andrea Gemma; la citazione indicava la città di Isernia.

Le prime dichiarazioni rilasciate dagli uomini politici alla notizia della tua prossima presenza nel Molise fanno prevedere che, ancora una volta, la tua visita sarà strumentalizzata.

E’ stato reso pubblico il testo della lettera che ti ha inviato il sindaco di Isernia: Le scrivo col cuore colmo di letizia per l’annuncio della Sua visita a Isernia, il prossimo 5 luglio. Sarà un evento storico per la città che, dai tempi di Celestino V, non ha più potuto gioire nell’accogliere il successore di Pietro. Fin dal momento in cui la Sala Stampa Vaticana ha ufficializzato la notizia, i miei concittadini hanno aperto il proprio animo alla felicità e alla preghiera, nella trepidante attesa d’una Sua benedizione. Isernia si sente onorata di poterLa ospitare, anche se solo per poche ore, e lo farà con quel profondo spirito di fraternità e di umiltà che condusse al soglio pontificio Pietro Angelerio, il nostro figlio più santo.

Il testo mi ha fatto tornare alla mente ciò che scrisse un altro isernino, G. D’Uva, presidente della regione Molise, in un manifesto per la visita di papa Giovanni Paolo II alla città di Termoli nell’anno 1983: …. . Né sembri indulgere a retorica se si afferma che si tratta di un evento eccezionale, storico per la nostra regione, ove il Vicario di Cristo, dopo parecchi secoli, ritorna sulle orme di alcuni Suoi predecessori e soprattutto San Celestino, molisano, figlio autentico del popolo isernino.

Caro papa Francesco, ti elenco le < false > testimonianze che sono state esibite nel corso dei secoli per sostenere la mia nascita nella città di Isernia:

1). L’esistenza della mia casa natale nella città di Isernia. 2). L’esistenza di un mio fondo paterno nella città di Isernia. 3). La presenza di san Francesco di Assisi in Isernia. 4). Una lettera del vescovo Giacomo. 5). Una bolla di papa Gregorio IX. 6). Una pergamena del vescovo Matteo. 7). Una pergamena del vescovo Dario. 8). Una pergamena del vescovo Roberto. 9). Il mio viaggio da L’Aquila a Napoli nell’anno 1294. 10). Un mio dono di due o una croce alla cattedrale della città di Isernia in occasione del citato viaggio da L’Aquila a Napoli nell’anno 1294.

E’ sconcertante dovere imputare ad autorevoli uomini di Chiesa: frati, preti, abati, vicari, vescovi e cardinali l’errata localizzazione ed identificazione del mio luogo di nascita, fondate su una superficiale interpretazione delle fonti antiche e su prove false.

Quando è stato scoperto il loro bluff, hanno cercato di rimediare, ma il rimedio ha creato una maggiore confusione.

Nell’Annuario Pontificio, fino all’edizione dell’anno 1997, è scritto: S. Celestino V, n. a Isernia, Pietro del Murrone; mentre nelle edizioni successivi si legge: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Murrone.

La nostra Chiesa continua a negare la mia origine in Sant’Angelo Limosano, preferendo ricordare in modo generico Molise, il nome della regione; di recente, i soliti ipocriti, purtroppo uomini di Chiesa, hanno voluto creare una maggiore confusione: non mi fanno nascere nella città di Isernia, ma in terra di Isernia.

Monoculi in terra caecorum: l’arcivescovo Bregantini, titolare della diocesi di Campobasso-Bojano, in occasione della visita pastorale (2008) alla chiesetta di Santa Maria in Faifoli, unica testimonianza dell’antico monastero, disse: In questo monastero benedettino . ……, il giovane novizio Pietro di Morrone (futuro Celestino V), impara le materie filosofiche e letterarie. Siamo intorno al … e lui proviene da un paesello posto sull’altra vallata, Sant’Angelo Limosano.

La celebrazione dell’ VIII centenario della mia nascita era l’occasione per ricordare alle nuove generazioni la mia vita terrena e spirituale, permettendo anche di porre fine alla secolare ignoranza sul mio luogo di nascita.

L’argomento fu valutato privo di interesse, ma fatta eccezione per l’arcivescovo Bregantini, altri prelati rinfocolarono la polemica.

Un esempio tra i tanti: la presenza delle mie spoglie nella cattedrale di Isernia offrì l’occasione per esporre due croci che i sostenitori pro-Isernia (si distinse il vicario Claudio Palumbo) ritengono un dono che avrei fatto nell’anno 1294, ospite nella città di Isernia.

Non ho fatto alcuna donazione e le contraddizioni sorte sulla esistenza delle due croci testimoniano la malafede di quanti sostengono la mia nascita in quella città.

L’arciprete Ciarlanti scrisse (1640-1644) che avrei mandato due croci; scrivere “mandato” significa che non ero presente in quella città nell’anno 1294.

Mons. Gemma, oggi vescovo emerito di Isernia-Venafro, ricordò (1998) che nell’anno 1294 donai una croce argentea; ma nella Mostra dei cimeli e documenti(1954) che documentavano la mia vita terrena, fu esposta: una Croce di Nobilissima ispirazione dell’alta oreficeria fiorentina. Seconda metà del sec. XIV. Proprietà del capitolo Cattedrale di Isernia.

E’ chiaro: la croce era stata stimata della seconda metà del sec. XIV, ergo non poteva esistere nell’anno 1294 (XIII sec.); pertanto, il 14 e 15 ottobre dell’anno 1294 non ero nella città di Isernia!

Tutti, uomini di Chiesa e studiosi, ignorano o vogliono ignorare quanto scritto in tempi diversi da Stefano di Lecce (1471-1476), celestiniano, professore di sacra teologia, e Lelio Marini (1630), abate della Congregazione de i Monaci Celestini dell’Ordine di San Benedetto.

Il primo scrisse: “Pietro di Castel Sant’Angelo, contado di Molise, vicino al castello di Limosano; ricordando il monastero dove fui novizio: “si chiama Santa Maria del Molise (corr.ne di Faifoli) , vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.

Il secondo, descrivendo il viaggio dal mio paese di origine a Castel di Sangro: Mà, doppò aver fatta una giornata … , & il secondo giorno a hora nona (ore 15) arrivo ad un luogo chiamato Castel di Sangro. …. È lontano da Esernia quindeci miglia, che è strada di mezo un giorno. E di qua si può congetturare, che cosa si possa credere della patria e Monastero di questo nostro Santo.

Caro papa Francesco, è chiaro che il mio luogo di nascita non può che essere l’odierno Sant’Angelo Limosano: dista da Castel di Sangro una giornata di cammino a piedi + un secondo giorno fino al pomeriggio delle 15; al contrario, la città di Isernia dista 15 miglia che si percorrono a piedi in mezza giornata.

La confusione è peggiorata quando alla presenza di cardinali e vescovi, sempre la nostra Chiesa, con la peregrinatio delle mie spoglie da L’Aquila a Sant’Angelo di Rupe Canina, ha avallato la mia nascita in questa località in provincia di Caserta, già Terra/ae Laboris del regno angioino di Napoli.

Dopo 805 anni dalla nascita, sono ancora un cittadino senza patria; tu puoi vantare di essere nato a Buenos Aires, a me negano il luogo di origine.

Ti auguro un buon viaggio e benedici gli abitanti della mia terra.

Pietro di Angelerio, già papa Celestino V.