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PAPA CELESTINO V e la “profezia” di Oreste Gentile

gennaio 21, 2018

Nel lontano 17 settembre 2010 nel mio articolo PAPA CELESTINO V. “L’AVVENTURA D’UN POVERO CRISTIANO”, OGGI! analizzavo quanto era accaduto in occasione delle celebrazioni dell’VIII centenario della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio; scrissi in proposito: Gli studiosi e gli storici hanno potuto sempre illustrare le loro ricerche e le loro considerazioni per far conoscere la vita spirituale e religiosa di papa Celestino V, in ogni epoca ed in diversi dibattiti; un rito ripetuto di recente, una passerella per coloro che vivono nell’ombra, una opportunità che in tanti hanno colto al volo per farsi conoscere, per far conoscere il proprio pensiero e per arricchire il loro “curriculum” nella speranza di un “avanzamento” di carriera ecclesiastica o laica.

Dopo circa 7 anni, c’è chi ha goduto, con il mio augurio, di un “avanzamento” di carriera ecclesiastica.

Fui buon “profeta”: avendo illustrato, in occasione dei festeggiamenti di san Bartolomeo dell’agosto dell’anno 2008, all’arcivescovo della diocesi di Campobasso Bojano, mons. Bregantini, la coincidenza dell’anno 2009/10 con gli 800 anni della nascita (1209/1210) di papa Celestino V, fu inviata in data 2 aprile 2009 ai fedeli dell’Abruzzo e del Molise questa lettera da parte della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana: Cari fratelli e sorelle, noi Arcivescovi e i Vescovi dell’Abruzzo eì del Molise siamo lieti di annunciare che a San Pietro Celestino V viene dedicato uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215. Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte, essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate. La devozione è molto sentita in tanti luoghi tra cui Isernia.

Già il testo della lettera era ambiguo: nell’anno 2009/2010 si indiceva un anno giubilare per gli 800 anni della nascita, però si creava il dubbio se fosse il 1209 o, addirittura, l’anno 1215 e si evidenziava la grande devozione sentita in tanti luoghi tra cui Isernia: perché citare solo Isernia ?

Perché furono sottaciute le conoscenze dell’arcivescovo Bregantini, evidenziate sul Messaggero di sant’Antonio dell’anno 2008, in cui indicava in Sant’Angelo Limosano il paese di origine di papa Celestino V ?

Per le celebrazioni degli 800 della nascita fu istituito un apposito comitato presieduto da mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona-Valva, che ne illustrò gli scopi: per affrontare le tematiche di carattere storico-culturale-spirituale riguardanti San Pietro Celestino.

Carattere storico è anche la sua nascita in un piccolo castrum che sorgeva nel Comitatus Molisii, la cui localizzazione influì non poco sulla formazione spirituale del giovane Pietro: il suo paese natale era vicino al monastero di Santa Maria in Faifoli, dove entrò a 17 anni per il noviziato e ne uscì a 20 anni per raggiungere i monti della Maiella, luogo prediletto dagli eremiti.

Furono proprio le caratteristiche peculiari del luogo della sua nascita che contribuirono non poco alla formazione spirituale del giovane Pietro di Angelerio; ma furono ritenute ininfluenti, perché mons. Spina dichiarò (settembre-ottobre 2009): Oggi si discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi queste cose interessano relativamente, perchè ciò che ci sta a cuore è la sua vita, che continua ad affascinarci con una testimonianza così attuale che interpella le nostre coscienze umane e cristiane.

Il comitato scientifico, avendo giudicato più importante discutere “unicamente” la sua vita, che continua ad affascinarci con una testimonianza così attuale che interpella le nostre coscienze umane e cristiane, ritenne inutile ed inopportuno un confronto tra gli storici e gli studiosi per una risposta alle tematiche che ancora continuano, dopo secoli, a sollevare dubbi e polemiche campanilistiche.

Il comitato scientifico promosse 5 convegni per illustrare 29 relazioni e ritenne opportuno che a nessuno degli storici e degli studiosi partecipanti fosse richiesta una relazione che sarebbe stata sì “originale” ed “inedita” e che avrebbe potuto darci indicazioni più chiare sui tanti dubbi che ancora esistono sulla vita terrena di papa Celestino V.

Faceva parte del comitato anche don Claudio Palumbo, vicario generale della diocesi di Isernia e docente di Storia della Chiesa presso l’ITAM; il docente in più occasioni aveva manifestato le < sue certezze > sulla nascita in Isernia di papa Celestino V, a dispetto di quanto tramandano le biografie più antiche e pertanto, in occasione di quelle celebrazioni, ebbe la possibilità di pubblicare solo ciò che favoriva Isernia.

Devo riconoscere di essere un “profeta”: il vescovo Spina è stato nominato arcivescovo e Palumbo è stato nominato vescovo.

Alle prossime celebrazioni celestiniane, auguro loro la nomina cardinalizia ed arcivescovile.

Ad maiora !

Oreste Gentile.

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IL TERREMOTO E’ UN ” CASTIGO DIVINO ” ?

novembre 7, 2016

Dal periodico Famiglia Cristiana:

< Una visione pagana, non cristiana. Offensiva per i credenti, scandalosa per chi non crede >. Da Oltretevere, dopo giorni di polemiche roventi, arriva l’intervento – pesantissimo – di condanna del Vaticano su uno dei conduttori di Radio Maria, il domenicano padre Giovanni Cavalcoli, che lo scorso 30 ottobre, a poche ore dal violento terremoto che ha devastato Norcia e Camerino provocando migliaia di sfollati, ha affermato che questi disastri sono un castigo divino per le          < offese >, parole di Cavalcoli, arrecate < alla famiglia e alla dignità del matrimonio con le unioni civili >.  A intervenire dalla Santa Sede è stato monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato: < Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede >, ha detto venerdì sera all’Ansa. Per Becciu queste posizioni sono < datate al periodo precristiano che non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo >. Impossibile quindi  < non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece – conclude – che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore >.  

Non si tratta di essere credenti o non credenti, ma qualcuno dovrebbe spiegare perché nell’uso comune, quando accade qualcosa di spiacevole, istintivamente si dice   ” è un castigo di Dio “.

I credenti sono consapevoli che quanto di spiacevole accade può essere causato dalla    “trasgressione” ai “voleri divini”; i non credenti, con quella imprecazione, manifestano il loro disappunto.

Sorprende non poco la reazione di coloro che si professano credenti alla esternazione del teologo domenicano Giovanni Cavalcoli.

Teologo è chi si dedica allo studio allo studio delle cose divine e del loro rapporto con quelle umane e naturali; egli, come tutti coloro che si professano credenti, crede nel diluvio universale, crede nei “castighi di Dio” verso il Faraone e gli Egiziani, crede in Sodoma e Gomorra: tutti avvenimenti illustrati con dovizia di particolari dalla Sacra Bibbia ed accaduti nella cosiddetta epoca                 < precristiana >.

Perché Dio in epoca < precristiana > fu così severo ed oggi, per chi si dice credente, dovrebbe essere permissivo ?

In epoca  < precristiana > è stato scritto: Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Allora Dio disse a Noè: < E’ venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra per causa loro è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con al terra. >.

Oggi, in epoca < cristiana >, Dio dovrebbe tollerare coloro che quotidianamente sono dediti alla corruzione, alla violenza, alla perversione ?

Vogliono far intendere che dopo il soggiorno di Cristo sulla terra presso i mortali, Dio dovrebbe essere meno vendicativo, più permissivo, più misericordioso ?

Se non sbaglio, Mosè ricevette le Tavole dei 10 Comandamenti nell’epoca               < precristiana >, hanno ancora valore per i credenti che vivono l’attuale epoca           < cristiana > ?

Non è stato Gesù a dire: Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge e i Profeti, non sono venuto per abolire, ma per dare compimento ?

Disse ancora: sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso. […]. Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra ? No, vi dico, ma la divisione. […]. No, vi dico, se non vi convertite perirete alla stesso modo.

Addirittura disse: Chi poi dice al fratello: “stupido“, sarà sottoposto al sinedrio; chi gli dice “pazzo“, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

Altro che perdono o misericordia !

Gesù oltre alle benedizioni, non proferì anche le maledizioni ?

Non disse: Quelli che vivono secondo la carne non possono piacer a Dio ?

Nella nostra  epoca < cristiana >, per il credente, Dio sarà misericordioso verso coloro che vivono secondo la carne ?

Non è stato Gesù ad invitare i peccatori alla conversione, senza la quale non si entra nel Regno e non ci sarà misericordia ?

Quale è stata la bestemmia del teologo ?

Ha affermato che questi disastri sono un castigo divino per le < offese > arrecate < alla famiglia e alla dignità del matrimonio con le unioni civili >: è solo il parere di uno che si professa credente; il non credente avrebbe < fatto spallucce > con un sorriso beffardo !

E’ da ritenere che se proprio la Chiesa non avesse sollevato il polverone, la                     bestemmia del teologo sarebbe passata inosservata, ma hanno voluto creare lo scandalo.

Oreste Gentile