Posts Tagged ‘storico attualità’

FROSOLONE NON E’ L’ANTICA “FRESILIA”.

novembre 12, 2015

Dalla serie: “quale storia raccontiamo ai nostri figli ? ”, dopo Fòrli del Sannio che è diventato Forlì del Sannio ed i suoi abitanti non sono più  “forlèsi”, ma “forlìvesi”, ossia abitanti di Forlì in Romagna; dopo avere scoperto che una colonia di emigranti veneziani mai ha soggiornato in Agnone e dopo la diffusione della <sindrome di viteliù>, scopriamo che una cittadina del Molise rivendica un antico toponimo.

L’attenzione di chi percorre la fondo valle del Biferno (S.S. 647), è attratta da un cartello che indica la strada denominata “Fresilia” con destinazione Frosolone ed i centri dell’alto Molise, dopo avere attraversato la zona industriale denominata “Fresila”.
nnnn

Tratto della “Fresilia” da Frosolone (zona industriale) all’innesto con la Fondo valle Biferno (SS 647).

Internet informa che esiste “I Fresilia”, un gruppo di scout presente ed attivo nella cittadina nota da sempre per l’industria dei coltelli.

 

mmmmImacon Color Scanner

FROSOLONE: uno dei borghi più belli d’Italia.                             (foto “quotidianomolise.com”)

Perché “Fresilia” ?
Consultando il III volume de Il Molise dalle origini ai nostri giorni di Masciotta, alla voce Frosolone (pag. 199) si legge: “”Vogliono taluni (e con essi il Ciarlanti) che Frosolone sia la “Fulsule” menzionata da Livio nel XXIV-XX (sic), ove si legge “Fabius in Samnium ad populandos agros recipiendasque armis, quae defecerant, Urbes processit, et Oppida vi capta, Compulteria, Telesia, Compsa, Maele, Fulsule, et Orbitantium …”; ma, evidentemente,  (scrisse Masciotta) la menzione sembra piuttosto attinente al Sannio Irpino, e punto al Sannio Pentro, cui Frosolone in realtà appartiene.
Masciotta prosegue: “”Ma noi dobbiamo isfuggire alle insidie ascose nelle dilettazioni filologiche e linguistiche, che spesso permettono alla fantasia di giungere là dove la logica non consente; ed accostarci piuttosto all’opinione del dotto Corcia, che ritiene Frosolone sia la “Fresilia” presa dal dittatore Marco Valerio Massimo nel 450 di Roma, o 304 a, C. (240), quantunque il Romanelli creda che Fresilia fosse ubicata alla sinistra del Sangro, ove è alquanto dubbio che il Sannio si estendesse, eccettuato il Caraceno (241).
La nota 240 di Masciotta rimanda allo studio di Corcia: Storia delle Due Sicilie … . vol. II, pag. 529 (1843-1852) ed a Livio, Libro X, cap. 3; mentre  la nota 241 riguarda Romanelli: Topografia del Sannio, pag. 236, vol. III. Corcia, Romanelli, Masciotta, Ciarlanti ed altri prima di loro, contagiati dalla <sindrome viteliù>, modificarono il pensiero di Livio (X, 3) che aveva scritto: Il dittatore (Marco Valerio Massimo, n.d.r.), mossosi con l’esercito, con una sola battaglia sbaragliò i Marsi. Li ricacciò quindi nelle loro città fortificate di Milionia, Plestina e Fresilia, che entro pochi giorni conquistò e, dopo aver condannato i Marsi, a cedere una parte del territorio, rinnovò con loro il patto d’alleanza.
Quanto letto, non accadde nel territorio dei Pentri dove si localizzava l’odierno centro di Frosolone di cui ancora è sconosciuto l’antico nome, ma nel territorio dei Marsi, ovvero tra la piana del Fucino e la parte più settentrionale dell’alta valle del Liri.
mmmm

Planimetria fortificazione sannita nel territorio di Frosolone. (da Culture adriatiche antiche d’Abruzzo e di Molise vol. II. Dell’OrtoLa Regina. Ed. De Luca (1978)

mmmm

 Al lettore ogni commento!

Oreste Gentile

IL SILENZIO DI PAPA FRANCESCO, LA LOQUACITA’ DEL SINDACO DI ISERNIA, UNA CITAZIONE INESATTA DI PAPA GIOVANNI PAOLO II.

luglio 10, 2014

Se non avessi letto e conservato la pagina 17 di primo piano molise (6 luglio u. s.) le cui numerose pagine hanno ricordato e documentato in modo chiaro e completo la visita di papa Francesco,  avrei dato credito a ciò ha che ha dichiarato il sindaco di Isernia e che hanno diffuso i mass media (Il Giornale del Molise.it e Telemolise in data 8 luglio): E Brasiello dichiara chiusa la disputa secolare sui natali di Papa Celestino. Dopo le dichiarazioni pubbliche di Papa Bergoglio che ha aperto davanti alla cattedrale pentra il suo anno giubilare non si sono più dubbi: Celestino è nato a Isernia; sottolineando con enfasi durante l’intervista di telemolise che il papa ha certificato la nascita di Celestino V in Isernia.

Rileggendo il discorso di papa Francesco pronunciato sul sagrato della cattedrale di Isernia, i riferimenti a papa Celestino V sono: pensando all’eredità di san Celestino V. Lui, come san Francesco di Assisi […]. Pietro del Morrone, come Francesco D’Assisi, conoscevano bene la società del loro tempo […]. No! ha proseguito papa Francesco, E’ la profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono conseguenza concreta della fraternità. Ecco allora il senso di una nuova cittadinanza, che sentiamo fortemente qui, in questa piazza davanti alla Cattedrale, da dove ci parla la memoria di san Pietro del Morrone Celestino V. Ecco questo è il senso attualissimo dell’Anno giubilare Celestiniano, che da questo momento dichiaro aperto […].

Chiedo a coloro che conoscono la lingua italiana e che hanno ascoltato o letto il discorso dell’illustre ospite pubblicato integralmente dal quotidiano primo piano molise, dove sono le dichiarazioni pubbliche di Papa Bergoglio e la < certificazione > per affermare: Celestino è nato a Isernia?

Che sia stata confusa la nuova cittadinanza di un mondo nuovo, con la cittadinanza isernina di Pietro di Angelerio, o perchè la piazza antistante la cattedrale fa ricordare san Pietro dal Morrone?

Non si è parlato di nascita, nulla è stato certificato!

Papa Francesco, ricordando il senso attualissimo dell’Anno giubilare Celestiniano, non l’ha messo in relazione agli 800 anni della nascita di papa Celestino V, 2015-2015, così come continuano a credere gli irriducibili sostenitori della plurisecolare tradizione isernina, ignorando o dimenticando quanto detto dal papa emerito Benedetto XVI il 4 luglio 2010 (5 anni fa) a Sulmona in occasione dell’Anno giubilare celestiniano, questo sì celebrato per gli 800 anni della nascita: Cari amici! La mia Visita avviene in occasione dello speciale Anno Giubilare indetto dai Vescovi dell’Abruzzo e del Molise per celebrare gli ottocento anni della nascita di san Pietro Celestino.[…].

Ciò che a chiare lettere disse il papa emerito Benedetto XVI, non trova riscontro nel discorso di papa Francesco ed è stato dimenticato dai più.

Non papa Francesco, ma san Giovanni Paolo II, nell’omelia pronunciata durante la messa celebrata presso il santuario, oggi basilica minore di Castelpetroso, il 19 marzo 1995, fece un riferimento al luogo di nascita di papa Celestino V: Trovandomi poi vicino alla patria del mio venerato predecessore Celestino V, di cui si è celebrato lo scorso anno il settimo centenario dell’elezione al pontificato.

La patria era Isernia; ma l’allora papa Giovanni Paolo II, tra i suoi gravosi, molteplici ed alti impegni pastorali, aveva trovato anche il tempo per fare le ricerche storiche-bibliografiche e scoprire la patria di papa Celestino V?

Il frate Pellegrini Santucci della basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, così si espresse sui discorsi di papa Giovanni Paolo II: Da soldato che darebbe la vita per il Papa, dico che i suoi discorsi sono insopportabili. Ma la colpa non è sua: glieli scrivono male.

Se quanto detto da papa Giovanni Paolo II nell’anno 1995 in merito ai natali di papa Celestino V fosse stata la verità, perché a partire dall’anno 1998 (3 anni dopo) l’Annuario Pontificio ha scritto, cancellando Isernia,  che era nato nel Molise?

Ci troviamo di fronte a quattro personaggi: un papa che non ha espresso un proprio parere sul luogo di nascita di papa Celestino V; un sindaco che sente e riferisce cose non dette; un papa che parlò in occasione di un avvenimento che tutti hanno dimenticato ed un altro papa che si è fidato di chi gli scriveva i discorsi.

Oreste Gentile.