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BOJANO NEGLI “ANTICHI ITINERARI”.

dicembre 17, 2016

 BOJANO/BOVAIANOM/BOVIANUM/BOVIANO-BOBIANO, capitale storica della regione Molise, fu fondata dai SAFINI/SABINI/SABELLI/SANNITI tra i secoli X-IX a. C. alle falde settentrionali del massiccio del Matese e svolse un ruolo di primaria importanza nel corso della Storia, soprattutto nel periodo compreso tra il X-IX secolo a. C. ed il XIII secolo.

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Il territorio presso Bojano nel X – IX sec. a. C.. (tratturo verde)

I tratturi permisero la migrazione (ver sacrum) dei giovani Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti verso i territori prescelti per dare origine alle nuove popolazioni: Piceni, Marrucini, Vestini, Equi, Marsi, Peligni, Carecini, Frentani, Pentri, Irpini, Caudini e Lucani.

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Le direzioni delle migrazioni dei giovani Safini/Sabini/Sabelli/Sanniti

Lo sviluppo della città di Bojano fu favorito fin dalla sua fondazione (X-IX a. C.), da uno dei tratturi che attraversavano da occidente ad oriente il territorio della attuale regione Molise e consentivano la transumanza stagionale delle greggi dagli altipiani dell’Abruzzo alle coste adriatiche ed alla pianura dauna.

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I percorsi dei tratturi

 

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I tratturi nel Molise. Da: [PDF] MoliSeb Wine & FoodBlog.

 Il tracciato del tratturo denominato Pescasseroli-Candela, come vedremo, raccordandosi a nord con gli altri percorsi, permise di costruire la via consolare Minucia: passando per la città di Bojano, collegava la città peligna di Corfinio, posta sulla via consolare Valeria, con la città di Brindisi.

Bojano, in osco Bovaianom, in latino Bovianum, fu la città-madre, la capitale dei PENTRI fino alla conquista romana; 2^ capitale della Lega Italica in occasione della guerra sociale (I sec. a. C.), colonia, municipio e sede di diocesi episcipale durante il dominio romano.

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Le colonie, i municipia e le diocesi episcolali nel territorio dei Sannti Pentri e Frentani: 1. Venafro 2. Isernia 3. Trivento 4. Termoli 5. Larino 6. Bojano

Con il dominio dei Longobardi, Bojano fu capoluogo di uno dei gastaldati (anno 667) nel ducato di Benevento e, successivamente, di uno dei 6 gastaldati nel ducato di Benevento istituiti nei territori che avrebbero costituita la regione Molise.

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Con i Franchi, i gastaldati divennero contee e, con il dominio dei Normanni, Bojano accrebbe la sua importanza avendo esteso i confini della omonima contea inglobando i territori pertinenti alle contee di Venafro, Isernia, Trivento, parte di quella di Larino e con 2 feudi: Serracapriola in provincia di Foggia e Castelvolturno in provincia di Caserta.

Nell’anno 1142 la Contea di Boiano fu denominata Contea di Molise.

Molise, per ricordare la famiglia comitale Molinis, Molisio originaria del feudo normanno di MOULINS.

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La contea di Molise nella sua massima espansione (confine rosso).

La contea di Molise, con capoluogo Boiano, fu protagonista di tutti gli avvenimenti che videro impegnati i suoi titolari in conflitto con i re e gli imperatori presenti all’epoca nell’Italia centro meridionale.

La sua decadenza inizò con il dominio degli Angioini.

In considerazione del suo ruolo, Bojano fu presente negli itinerari e nella più antica cartografia.

La più antica carta geografica che rappresenta la città di Bojano in base alle coordinate geografiche calcolate all’epoca, è la Geografia di Tolomeo (I sec. d. C.).

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Le coordinate calcolate da Tolomeo.

 

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 ( Nota: nella cartina realizzata secondo le coordinate calcolate da Tolomeo nel I secolo, la localizzava di Bovianum/Bojano (bianco) a nord di Aesernia/Isernia ha sollevato il classico “polverone” per sostenere la sua identificazione con l’odierna Pietrabbondante (IS): era la conferma che era esistito Bovianum vetus citato nella Storia una sola volta da Plinio. Coloro che hanno voluto “sfruttare” l’imprecisione causata dalle coordinate geografiche di Tolomeo, non hanno valutato che altre città non rispettavano le odierne localizzazioni: Sulmo/Sulmona, Corfinium/Corfinio, Aufiudena/Castel di Sangro, Anxanum/Lanciano e lo stesso territorio dei Frentani, erano stati posti più a sud di Bovianum/Bojano, mentre nella realtà sono a nord di Bojano e della stessa Pietrabbondante ).

Si deve ad un console romano la costruzione della via Minucia che interessava i territori interni della penisola italica con un percorso parallelo alla via Appia, alla via Latina/Casilina ed alla via litorale adriatico.

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La Via consolare Minucia (giallo). 1 Corfinio. 2. Bojano (tratto giallo). Via Appia (1). Via Latina/Casilina (2), Via Traiana (azzurro), Via litorale adriatico (marrone).

Secondo Radke (1981), il costruttore della via Minucia dovrebbe essere scelto tra: M. Minucio Rufo console nel 221 a. C., Quinto Minucio Rufo console nel 197 a. C. e Q. Minucio Thermus console nel 193 a. C.. Radke propende per M. Minucio Rufo.

La via Minucia fu ricordata da Cicerone (106 – 43 a. C.), da Orazio (65 – 8 a. C.) e da Strabone (p. 60 a. C. – c. 20 d. C.) che scrisse: Ci sono due vie che partono da Brendesion: la prima è una mulattiera che passa attraverso il territorio dei Peucezi chiamati Pedicli e poi attraverso quello dei Dauni e dei Sanniti fino a raggiungere a Beneventum. Su questa via c’è la città di Egnatia e poi Celia, Netium, Canusium ed Herdonia. L’altra via, passa per Taranto, volge un pò verso sinistra, allungando l’itinerario di circa un giorno. E’ chiamata via Appia ed è maggiormente praticabile per i carri.

La prima, ricordata da Strabone come una mulattiera era la via Minucia che oggi si identifica con la S. S. Appulo Sannita 17.

La via consolare Minucia (1) fu disegnata nella Tabula Peutingeriana (Itineraria picta/dipinto) le cui edizioni furono stimate all’anno 170 ed all’anno 365.

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Bojano si localizza e si identifica con Bobiano (2 torri) ed è posto ad oriente della catena appenninica e non lontano (a sinistra) da Hercul Rani (Campochiaro).

Le località poste sulla via consolare Minucia e riportare nella T. P., sono nell’ordine: Corfinio, Sulmona, Campo di Giove, Castel di Sangro, bivio Fòrli del Sannio, Isernia, Santa Maria del Molise, Bojano, Campochiaro, Sepino, Ariano Irpino.

Da Bobiano si originava una altra via (2) che lo collegava con adcanales (Baranello), e con: ad pyr (Campolieto), Geronum (Gerione-Casacalenda) e Teneapulo (S. Paolo Civiate).

Bobiano/Bojano era collegato anche con la costa del mare Adriatico con un percorso che seguiva il tracciato del tratturo Matese-Centocelle, oggi identificabile con la odierna S. S. 87 Sannitica.

Nella città di Bojano, all’inizio di via Francesco Cavadini l’iscrizione STRADA S. AGOSTINO PER NAPOLI E TERMOLI testimonia l’esistenza della via che collegava la capitale dei Sanniti Pentri con il territorio dei Sanniti Frentani, con la costa adriatica ed il territorio die Dauni.

Una via precursora dell’attuale S. S. 647 “Bifernina“, da Bojano a Termoli.

 

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Foto R. Colella.

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All’epoca della T. P., il tracciato da Bobiano/Bojano raggiungeva nell’ordine: adcanales nei pressi di Baranello (? CB), l’odierna taverna Cortile nei pressi di Campobasso, dove incrociava il trattuto Castel di Sangro-Lucera, ad pyr presso Campolieto (CB), Geronum/GerioneCasacalenda (CB) e teneapulo/San Paolo Civitate (FG).

Un lungo tratto della via consolare Minucia pertinente al percorso da Milano a Reggio Calabria, fu descritto nell’Itineraria Antonii Augusti (Itineraria ad notata/descrittivo, anni 284-305): Iter quod a Mediolano per Picenum et Campaniam ad Columnam, id est Traiectum Siciliae ducit mpm DCCCCLVI sic […].

Castello Firmano mpm XX. Troento civitas mpm XXVI. Castro civitas mpm XII. Aterno civitas mpm XXIIII. Interpromium vicus mpm XXV. Sulmone civitas mpm XXVIIII. Aufidena civitas mpm XXIIII. Serni civitas mpm XXVIII. Boviano civitas mpm XVIII. Super Thamari fluvium mpm XVI. Ad Equum tuticum mpm XXI. Ad Matrem magnam mpm XVI.

Nel secolo VII la città di Bojano è ricordata dal Ravennatis Anonymi Cosmographia come Bobianum, localizzata dopo la città di Esernia (Isernia) e prima del sito di Rani (Hercul Rani/Campochiaro nella Tabula Peutingeria):

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e nel Guidonis Geographia: Bobianum si localizza tra Cleturcium (Santa Maria del Molise) e Rani (Campochiaro).

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In epoca medievale il territorio della regione MOLISE, già pertinente alle popolazioni italiche dei Sanniti Pentri e dei Sanniti Frentani, svolse un ruolo di primaria importanza per le comunicazioni tra il nord ed il sud della penisola italica.

Le cronache dell’epoca longobarda, ricordano l’esistenza di una via che facilitava le comunicazioni tra la città di Spoleto, capoluogo dell’omonimo ducato, con la città di Benevento, capoluogo dell’omonimo ducatoprincipato, e da qui, con la Via Sacra Langobardorum, si poteva raggiungeva il santuario di Monte Sant’Angelo.

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La via dei 2 Ducati (gialla). La via Sacra Langobardorum o via micaelica o via dell’Angelo (o dell’Arcangelo) o Cammino dell’Angelo (linea senape)

La via dei 2 Ducati, in epoca federiciana, fu testimone della ribellione del conte Tommaso di Celano e delle contessa Giuditta, titolare della contea di Molise.

Fu utilizzata per il trasferimento degli eserciti dell’imperatore e dei ribelli fedeli al conte da Rocca Boiano, l’odierna Civita Superiore di Bojano, e dalla città di Bojano, capoluogo della contea di Molise, al castellum di Rocca Mandolfi ed a Celano, capolugo della omonima contea.

Con l’avvento degli Angioini iniziò il lento declino della città di Bojano: la contea di Molise non più data in feudo e fu amministrata dalla corte reale.

Oreste Gentile