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I PARENTI DI PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA, NON RISIEDEVANO NELLA CITTA’ DI ISERNIA.

dicembre 2, 2019

Tanto per accreditare ancora una volta la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro figlio di Angelerio e di Maria, alla città di Isernia, hanno inventato anche la BUFALA (sono circa 8) della residenza di alcuni suoi parenti nella città molisana.

Premesso che NESSUNO dei suoi biografi antichi ha ricordato l’evento, esaminiamo quanto scritto da alcuni biografi pro-Isernia.

Mattei (1978): Tra queste mura (della città di Isernia, n. d. r.) egli si tuffò in tutti i ricordi della sua patriarcale famiglia, di cui erano ancora superstiti il fratello Nicola e due suoi nipoti figli di Roberto, altro fratello già defunto.

Colitto (1980): […], ma già Carlo II dall’Aquila […] aveva assegnato un annuo vitalizio a Nicola, fratello del Papa, ed ai nipoti di lui Guglielmo e Pietro, figli del fratello Roberto, tutti e tre residenti in Isernia.

[…]. Quivi (in Isernia, n. d. r.) trovò (papa Celestino V, n. r. d.) suo fratello Nicola ed i due suoi nipoti, Guglielmo e Pietro, figli del fratello Roberto, ai quali tutti Carlo D’Angiò, come innanzi scritto, aveva assegnato un’annua rendita a vita in omaggio al loro illustre congiunto.

Grano (1996): […], Carlo II concesse un annuo vitalizio di dieci once d’oro a Nicola Angelerio, fratello del Papa, mentre a due suoi nipoti, Guglielmo e Pietro, figli di Roberto Angelerio, assegnò una provvigione di cinque once ciascuno.
E’ accertato, scrive ancora Grano, dunque che i destinatari del vitalizio: a) fossero congiunti intimi di Celestino V; b) portassero il cognome Angelerio; c) risiedessero in Isernia (o nelle immediate vicinanze).

Tanto per non dimenticare nessuno, Gagliardi (2000), scrive: Nicola suo fratello riceve da re Carlo d’Angiò un assegno di 10 once d’oro e i nipoti Guglielmo e Pietro un assegno di 5 once d’oro, perché c’era stato un terremoto in Isernia (anno 1294) con 1200 morti.

Di recente (2010), mons. Palumbo, oggi vescovo della diocesi di Trivento, ha scritto: […], quindi il 14 e 15 ottobre è in Isernia, ove sono il fratello Nicola e i due nipoti Guglielmo e Pietro figli del defunto fratello Roberto, in favore dei quali il re assegnerà una pensione annua.

BUFALE, BUFALE ed ancora BUFALE: come si possono manipolare sfacciatamente le più antiche biografie ?

Nell’anno 1630, Marini, Abbate Generale de i Celestini, aveva già illustrato la verità: Mi avisa si bene il Molto Reverendo Padre Abbate D. Francesco d’Ailli d’haver letto nel Regio Archivio della Zecca di Napoli, dove dice esser registrate molte cose antiche di quel regno, in un libro Pergameno, che Carlo secondo Rè di Napoli doppò la morte di questo nostro santo, donò una certa rèdita od entrata perpetua de danari ad un nepote del santo, il nome del quale dice di non ricordarsi, sopra la gabella della bagliva della Città di Sulmona, e sopra la dogana di Foggia, à devotione di questo Santo Pietro, che fù Celestino Papa Quinto. […].
Di qua si può si può anco cogetturare, che il Santo essendo Sommo Pontefice non conferisse à suoi nepoti ne benefici, ne altre entrate.

Marini fu CHIARO: il Santo, essendo Sommo Pontefice NON conferisse à suoi nepoti NE benefici, NE altre entrate.

Per essere ancora più precisi nella nostra informazione, leggiamo quanto scritto da Ciarlanti (1640-1648), arciprete della cattedrale di Isernia; sono maggiori dettagli che permettono di dimostrare l’INESISTENZA della presenza di papa Celestino V in Isernia: […], che Re Carlo II. Fè a Nicola d’Angelerio fratello, & a Guglielmo e Pietro nipote del SS. Padre figliuoli di Roberto parimente fratello, cioè di oncie dieci annue in perpetuo a Nicola, & oncie 5. Per uno a Guglielmo, e Pietro dell’entrate, che la Regia Corte havea sopra bagliva di Foggia in Puglia, come nel Regist. Del 1298. e 1290. e non potendo poi quegli haverle da Foggia, ce le assegnò sopra la bagliva di Sulmona, come nel Regist. del 1298. con la Data in Napoli 1. Di Settembre […].
Erano pure fratelli germani, e nipoti di tale Santissimo, e famosissimo Papà, a cui contemplazione il Re li fè si picciol non dono, ma gravoso assignamento per servigio militare, c’havessero a fare.

Ciarlanti fu CHIARONON dono, ma gravoso assignamento per servigio militare, c’havessero a fare: ossia, lo dovevano
guadagnare unicamente se avessero svolto servigio militare.

Il gravoso assignamento per servigio militare, c’havessero a fare, autorizzato dal re Carlo II d’Angio tra gli anni 1298-1290, NON era in relazione con una presenza di papa Celestino V nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294, ergo, la sua presenza è una BUFALA.

NESSUN nepotismo di papa Celestino V: le BUFALE furono inventate per dare credito alla BUFALA della residenza di alcuni suoi parenti nella città di Isernia con lo scopo di identificarla quale località della sua nascita.

Sia Marini, sia Ciarlanti evidenziarono il trasferimento della riscossione delle somme a favore del fratello Nicola e dei nipoti Guglielmo e Pietro, figli del fratello Roberto, dalla bagliva di Foggia alla bagliva di Sulmona: se i parenti di papa Celestino V avessero avuto la residenza nella città di Isernia, le somme sarebbero state riscosse presso la bagliva di Isernia, ancora esistente nell’anno 1487.

Le somme furono trasferite presso la bagliva di Sulmona, città dove risiedevano Nicola, Guglielmo e Pietro, come testimoniano I Registri dell’Archivio vol. III, Abbazia di Montecassino (1966): 1383, agosto 5, ind. IV., a. III. Carlo III Sulmona. Giovanna
vedova del fu Scarso, e sua figlia Santuccia moglie di Angelerio di Pietro da Sulmona vendono ….. .

Pietro, detto da Sulmona, nell’anno 1383, altri non era che il fratello di Guglielmo, entrambi figli di Roberto e nipoti di Nicola e di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio e di Maria.

I fratelli di Pietro di Angelerio e di Maria, si erano trasferiti da Sant’Angelo Limosano, loro paese di origine, nella città di Sulmona, per essere vicini al loro parente, l’eremita di monte Morrone.

Oreste Gentile.

PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA. IL DONO DI UNA CROCE ALLA CITTA’ DI ISERNIA.

ottobre 29, 2019

SEMPRE LA SUA CROCE.

Ancora una volta, frate Pietro mi azzittisce; è irritato per la pubblicazione di una antica ed artistica croce che si vuole sia stata da lui donata o inviata al popolo della città di Isernia.
Non essendo esperto in arte orafa, dice l’anziano frate, non posso descrivere nei suoi particolari la CROCE che avrei donato o spedito al popolo di Isernia o stimare l’anno della sua realizzazione.
Non ignoro la sua esposizione in occasione delle Celebrazioni Celestiniane. Mostra di Cimeli e Documenti (L’Aquila 1954), ma l’epoca della realizzazione della CROCE, come è scritto nella legenda della sua presentazione, avvenne nella SECONDA META’ DEL SEC. XIV.
NATO NELL’ANNO del Signore 1209 (a proposito si sono dimenticati di celebrare i miei 810 anni) e tornato alla Casa del Padre nell’anno 1296 (XIII sec.), potevo donare o inviare al popolo di Isernia 1 (UNA) CROCE che sarebbe stata realizzata nella metà XIV secolo ?

Ho fatto tanti miracoli, ma NON quello di donare o inviare UNA CROCE dal secolo XIII alla metà del secolo XIV.

MI SBAGLIO ?

(continua).
Oreste Gentile.

PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA. LE DUE CROCI DONATE ALLA CITTA’ DI ISERNIA.

ottobre 29, 2019
QUANTE ERANO LE CROCI DI PAPA CELESTINO V ?
D.: Fra’ Pietro la stampa (UNA) molisana in questi giorni ha dato ampio risalto al suo dono di 2 (DUE) o 1 (UNA) alla città o alla cattedrale di Isernia, ci po’ dare qualche informazione in più ?
R.: Mi meraviglio della tua poca memoria, caro amico: già nella 1^ intervista ti ho dato qualche informazione aderente alla VERITA’.
L’arciprete della cattedrale di Isernia, CIARLANTI, dopo la BUFALA dell’esistenza di un terreno nella città di Isernia posseduto dal mio buon padre Angelerio, notizia rivelatasi FALSA, dichiarò che, ascolta bene, le 2 (DUE) croci le avrei INVIATE alla città di Isernia da una mia residenza ignota ed in una occasione imprecisata, ergo: NON furono donate in occasione dell’ INVENTATO mio passaggio, della mia visita, della mia sosta, della mia presenza del 14 e 15 ottobre 1294.
Se furono INVIATE, è CHIARO che non furono consegnate da me o da un mio incaricato nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.
Una BUFALA crea sempre confusione e contraddizioni: ad esempio, in una sua omelia, il compianto mons. Gemma, vescovo di Isernia, dichiarò:”” e qui lasciasti come segno d’affetto, di comunione e di protezione QUELLA CROCE argentea che il tesoro della nostra cattedrale custodisce, quale emblema di un particolare legame che ti unisce alla tua città natale””; le 2 (DUE) CROCI, in base alla testimonianza di mons. Gemma era 1^ (una) SOLA.
NON SOLO, FAI BEN ATTENZIONE: TUTTI i miei biografi più antichi, tranne CIARLANTI, oltre ad IGNORARE il mio passaggio, la mia visita, la mia sosta, la mia presenza del 14 e 15 ottobre 1294 nella città di Isernia, hanno sempre IGNORATO l’INVIO o il DONO delle 2 (DUE) o 1 (UNA) CROCE alla città o alla cattedrale di Isernia.
In VERITA’, in VERITA’ ti dico: le 2 (DUE) CROCI ESISTONO davvero nella cattedrale di Isernia ed 1 (UNA) sola di esse fu esposta in occasione delle Celebrazioni Celestiniane. Mostra di Cimeli e Documenti (L’Aquila 1954): “”CROCE IN ARGENTO DORATO (alt. cm. 25 più base dello stesso metallo alta cm. 12). Di finissimo cesello e sbalzo; tempesta di pietre dure, rubini, lapislazzuli ed ametiste. Ha sui quattro bracci delicati smalti su fondo azzurro rappresentanti figure sacre. NOBILISSIMA ISPIRAZIONE DELL’ALTA OREFICERIA, FORSE FIORENTINA. SECONDA META’ DEL SEC. XIV. PROPRIETA’ DEL CAPITOLO CATTEDRALE DI ISERNIA””. (ti allego a ds. la foto di una di esse pubblicata da Isnews. Nella foto a sn. le 2 (CROCI) pubblicate in “Pietro Celestino Il cammino di un santo”. Isernia 2010).
Esistendo, come già ho detto, 2 (DUE) CROCI conservate nella cattedrale di Isernia. RIBADISCO: NON MI SONO MAI APPARTENUTE, NE’ DONATE E INVIATE AL POPOLO DI ISERNIA.

(continua).
Oreste Gentile

14 – 15 OTTOBRE 1294. PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA: “NON SONO STATO NELLA CITTA’ DI ISERNIA”.

ottobre 29, 2019
Papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio e di Maria, mi ha azzittito.
Caro amico intervistatore, mi deludi.
Da solo ho scoperto cosa scrivono i giornali sulla mia vita terrena. Ho letto con grave disappunto l’articolo pubblicato dal quotidiano Primo Piano Molise nella sua edizione del giorno del Signore 7 ottobre 2019 in merito alla mia visita, alla mia sosta, alla mia presenza nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.
Incuriosito, ho preso visione dell’articolo dopo quanto mi avevi illustrato nella tua 2^ intervista ed altresì convinto che il quotidiano avesse pubblicato quei documenti richiesti dall’Associazione “La Fraterna”, nel lontano anno 2008, alla Biblioteca Monumento Nazionale dell’Abbazia di Montecassino dove si attestava in modo inconfutabile la mia nascita nella città di Isernia.
Sono rimasto deluso, ancora una volta non si trattava della pubblicazione degli importanti documenti, ma si descriveva in modo COMPLETAMENTE ERRATO, la mia visita, la mia sosta, la mia presenza nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.
Ho sempre sostenuto e sostengo di NON ESSERE STATO IN ISERNIA NEI GIORNI 14 e 15 OTTOBRE DELL’ANNO 1294; probabilmente NESSUNO ha fatto tesoro di quanto ho dichiarato nella precedente intervista.
Hanno la mente talmente confusa nel volermi far nascere, costi quel che costi, nella città di Isernia, da IGNORARE e CREARE UNA GRANDE CONFUSIONE anche su come avvenne la mia elezione papale.
La mia visita, la mia sosta, la mia presenza nella città di Isernia sarebbe avvenuta ADDIRITTURA PRIMA della mia elezione papale; hanno scritto che avrei fatto un VIAGGIO DAL MIO EREMO DEL MORRONE A PERUGIA INSIEME AL RE CARLO II D’ANGIO’, ed hanno aggiunto: << […]. La tradizione vuole che fra’ Pietro nel suo viaggio da monte Morrone, passando vicino ai luoghi che ne videro i natali volle deviare dal percorso organizzato per rivedere la sua città d’origine, […] >>.
Ma come, la tanto decantata tradizione della mia nascita nella città di Isernia ha sempre sostenuto la mia visita, la mia sosta, la mia presenza nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294, ossia DOPO LA MIA INCORONAZIONE E IN OCCASIONE DEL MIO VIAGGIO VERSO LA CITTA’ DI NAPOLI, ed ora affermano che la mia visita, la mia sosta, la mia presenza nella città di Isernia sarebbe avvenuta PRIMA DELLA MIA ELEZIONE ?
LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA.
Le cartine allegate illustrano l’INFONDATEZZA di quanto è stato scritto nell’articolo che ho avuto il DISPIACERE di leggere.
(continua).
Oreste Gentile.

PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA. DOCUMENTI INESISTENTI.

ottobre 29, 2019
IN ATTESA DI UNA RISPOSTA.
D.: Prima di continuare a ricordare i biografi convinti assertori delle sue origini isernine, può dirci se nella Biblioteca Monumento Nazionale dell’Abbazia di Montecassino VERAMENTE esistono documenti che possono attestare indiscutibilmente la sua nascita nella città di Isernia ?
Sono più di 11 anni che i lettori del quotidiano “Primo Piano Molise”, che non dimenticano, attendono quanto promesso da un suo giornalista (?) nel giorno del Signore 13 aprile 2008: […]. Conclusione: documenti interessanti ed ancora inediti sono custoditi nella biblioteca di Montecassino. L’associazione “La Fraterna” a breve inoltrerà formale richiesta per visionare alcuni documenti dove è chiaro come la luce del sole, il luogo di nascita di Celestino V..
R.: I documenti interessanti ed ancora inediti NON ESISTONO; dubiti forse della diligenza e fattiva collaborazione di cui hai goduto da parte del compianto Don Gregorio De Francesco ?
Cosa dirti a proposito della mancata pubblicazione ?
In base a quanto scrisse il giornalista (?), ti propongo 3 ipotesi: 1^. l’associazione “La Fraterna” nel lontano anno 2008 avrà dimenticato di << inoltrare formale richiesta >>; 2^. Il giornalista (?) era convinto della smemoratezza dei lettori del quotidiano; 3^. I documenti interessanti ed ancora inediti NON SONO MAI ESISTITI.

Il compianto Don Gregorio De Francesco.

 

La sala consultazioni della Biblioteca Monumento Nazionale di dell’Abbazia di Montecassino.

L’Abbazia di Montecassino.

(continua).

Oreste Gentile.

PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA. LA PRESENZA SUA PRESENZA NELLA CITTA’ DI ISERNIA NEI GIORNI 14 E 15 OTTOBRE 1294.

ottobre 29, 2019

1^. LA PRESENZA DI PAPA CELESTINO V NELLA CITTA’ DI ISERNIA NEI GIORNI 14 E 15 OTTOBRE 1294.

D.: Frate Pietro, è di questi giorni la notizia per ricordare il suo passaggio, la sua visita, la sua sosta, la sua presenza nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre dell’anno 1294.

R.: Mai stato in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294 è ERRATO, come hanno scritto, NON vi sono passato, NON vi ho soggiornato per recarmi con il re Carlo d’Angiò ai luoghi del Sacro Collegio, ossia a Perugia, e poi nella città de L’Aquila. La nomina mi fu recapitata nel mio eremo del Morrone e da lì, scortato dal re e dal figlio, fui condotto a L’Aquila per diventare papa Celestino V.

D.: Ma come, hanno scritto che in occasione del suo passaggio, della sua visita, della sua sosta, della sua presenza nella città di Isernia: la sua città d’origine, alla quale donò le preziose croci che ancora oggi sono conservate in Isernia ?

R.: Una BUFALA, come dite voi. Ma ti pare, CIARLANTI arciprete della Cattedrale di Isernia, convinto sostenitore della mia nascita in quella città, non avrebbe evidenziato il mio passaggio, la mia visita, la mia sosta, la mia presenza in Isernia ?

Proprio lui ch,e pur di sostenere la mia nascita in Isernia, si era invento nei pressi della città l’esistenza di un mio fondo paterno sul quale avrei fatto costruire un monastero ?

CIARLANTI ricordò SI le 2 (DUE) croci, ma scrisse: e due Croci ch’egli (ossia io) in dono mandò alla sua Patria (ossia Isernia), che nel Duomo si conservano.

Caro amico, le 2 (DUE) croci io le avrei mandate (ossia spedite, inviate, pervenire), ergo non le donai in occasione della mia falsa presenza, del mio passaggio, della mia visita, della mia sosta, della mia presenza nella città di Isernia: in Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.

D.: Ma le 2 (DUE) croci sono veramente esistite ?

R.: Cosa vuoi, le INVENTANO TUTTE pur di farmi nascere nella città di Isernia. Ho appreso, ad esempio, che addirittura mons. Gemma, quando era vescovo della diocesi di Isernia-Venafro, dichiarò in una sua omelia l’esistenza di 1 (UNA) sola croce: e qui lasciasti come segno d’affetto, di comunione e di protezione QUELLA CROCE argentea che il tesoro della nostra cattedrale custodisce, quale emblema di un particolare legame che ti unisce alla tua città natale.

Vedi, caro amico, anche il vescovo mi vuole nato in Isernia.

Vedi, esiste una descrizione di UNA sola CROCE esposta in occasione delle Celebrazioni Celestiniane. Mostra di Cimeli e Documenti (L’Aquila 1954): CROCE IN ARGENTO DORATO (alt. cm. 25 più base dello stesso metallo alta cm. 12). Di finissimo cesello e sbalzo; tempesta di pietre dure, rubini, lapislazzuli ed ametiste. Ha sui quattro bracci delicati smalti su fondo azzurro rappresentanti figure sacre. NOBILISSIMA ISPIRAZIONE DELL’ALTA OREFICERI, FORSE FIORENTINA. SECONDA META’ DEL SEC. XIV. PROPRIETA’ DEL CAPITOLO CATTEDRALE DI ISERNIA.

La seconda metà del sec. XIV E’ UNA DATA CHE NON SI CONCILIA CON L’ANNO 1294 E CON I GIORNI 14 E 15 OTTOBRE IN CUI AVREI DOVUTO ESSERE PRESENTE O PASSARE O VISITARE O SOSTARE NELLA CITTA’ DI ISERNIA ?

Le 2 croci ricordate nella intervista.

 

 

(continua).

Oreste Gentile

IL PARERE DI UNO STORICO, LUDOVICO GATTO, E L’OPPORTUNISMO DELLA CHIESA SUL LUOGO DI NASCITA DI PAPA CELESTINO V, AL SECOLO PIETRO DI ANGELERIO E DI MARIA.

agosto 31, 2019
Richiamo la vostra attenzione su ciò che si leggere nel volume CELESTINO V PONTEFICE E SANTO (2006) di Ludovico Gatto e curato da Eleonora Plebani, in merito ai luoghi della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio e di Maria.
Il risultato della ricerca dei due storici permette di smentire le pretese di altre località che ancora oggi rivendicano la nascita del papa molisano: Sant’Angelo Raviscanina (CE), Macchia d’Isernia, Pesche (IS), Sant’Angelo in Grotte (IS), Ausonia (FR), Sezze (LT) o altre località pronte a rivendicarla.
Gatto e Plebani hanno concentro la loro attenzione sulla città di Isernia ed il piccolo centro di Sant’Angelo Limosano in provincia di Campobasso, le uniche località ricordate dalle biografie antiche e recenti di papa Celestino V, evidenziando l’inesistenza di dubbi sulla localizzazione e la identificazione del monastero benedettino dove il diciassettenne Pietro iniziò il noviziato: monastero di Santa Maria in Faifoli, al tempo pertinente alla diocesi di Benevento.
Il prof. Ludovico Gatto, nel giorno della sua morte, fu ricordato da La Repubblica: Ma Ludovico Gatto, scomparso ieri a 88 anni, era molto di più, uno studioso e docente tra i più noti del Medioevo e autore di un’ampia opera di divulgazione grazie a numerosi libri destinati al grande pubblico, professore emerito di storia medievale nella Facoltà di Lettere e filosofia della Sapienza.
Nel capitolo I luoghi della nascita Isernia o S. Angelo Limosano ? , Gatto scrisse: Le fonti in proposito non sono molto precise. Tommaso da Sulmona, l’autore della cosiddetta Vita C, per esempio, si limitò a dire che Pietro di Angelerio vide la luce in una zona non lontana da Santa Maria di Faifoli, nella diocesi beneventana. Nella bolla di canonizzazione invece, lo si fece passare per originario della Terra di Lavoro. Più spesso però lo si è voluto nativo di Isernia, città di certa misura evoluta, e per quei tempi popolosa. A proposito del capoluogo molisano sappiamo bene – e giova dirlo – che durante il Medioevo esso fu sottoposto a varie vicende che ne determinarono il decadimento rispetto alla prosperità dell’età romana dei tempi di Traiano o degli Antonini. Varie distruzioni e incendi verso la fine del IX secolo – nell’880 – alla fine del XII – nel 1199 – e nei primi decenni del XIII – nel 1223 – proprio a ridosso della nascita di Pietro di Angelerio, ne accentuarono il dissesto. Tuttavia il numero dei “fuochi” della città, pur fra alti e bassi dovuti ai numerosi terremoti, alle vicende belliche e alle calamità naturali, si mantenne più o meno costante. Qualche migliaio di persone, nel ‘200, vi abitò dunque certamente, entro la cerchia ben difesa delle mura ove risiedettero pure uomini in qualche modo illustri, quali il giurista Andrea, professore di Diritto e giudice della Magna Curia. E ciò si sostiene anche sulla base di suggestioni del Telera propenso a legare la vita dell’ < Almifico > così denominò Celestino la regina Giovanna I di Napoli – a un centro cittadino.
Tuttavia, le prove su cui si basa quest’ultima ipotesi, non sono completamente certe, mentre motivi maggiormente plausibili lo qualificherebbero, proprio secondo le affermazioni dell’accreditata e generalmente affidabile Cronica di Stefano Tiraboschi del ‘400, come nativo in S. Angelo Limosano.
Gatto concluse: Comunque, sia che la sua provenienza debba collocarsi nella più importante e conosciuta Isernia e quindi si confermi appieno l’origine cittadina del santo, sia invece che vada collocata in S. Angelo Limosano, si tratta sempre di località molisane, situate nei pressi del monastero benedettino di S. Maria di Faifoli, cui Pietro fu legato, separato da S. Angelo Limosano, soltanto dalla valle bifernina.

Il monastero di Santa maria in Faifoli e la localizzazione di Isernia e Sant’Angelo Limosano.

Quante volte nel passato vi sarà capitato di sentirvi dire: Aaaah sei di Campobasso! Campania, Napoli !
Questo accadde ad alcuni dei biografi di papa Celestino V; ad esempio Telera, evidenziato da Gatto: propenso a legare la vita dell’Almifico/papa Celestino V a un centro cittadino e non al piccolo castrum di Sancto Angelo, identificato da Tiraboschi (1450): In la provincia de terra de noe sotto al regnamo de napoli i uno castello che se chiama sancto angelo nasce lo gratioso celestin e, soprattutto, in 2 (DUE) chiarissime descrizione, da Stefano di Lecce (1471-1474):
(
1^) Petrus de Castello Sancti Angeli, Comitatus Molisii, prope Limosanum.
(2^) monasticum habitum, cui nomen erat Sancta Maria in Fayfolis, prope castellum Limosani et Sancti Angeli terram, unde iam ipse oriundus fuit.
Ed ancora, il biografo Marini (1640): Altri scrittori nondimeno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fù un Castello chiamato Sant’Angelo: Così hanno alcuni manoscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale (sepolto in Morrone, Campobasso).
Dopo secoli di polemiche dobbiamo essere ancora presi in giro ?
Pur essendo chiaro il luogo dove nacque papa Celestino V, l’Annuario Pontificio, organo ufficiale della Chiesa, dall’anno 1998, cancellando n. a Isernia, attesta nato nel Molise, scegliendo UNICAMENTE il nome del territorio, essendo sia Isernia che Sant’Angelo Limosano, come scrisse Gatto, località molisane.
ALLA FACCIA DELLA VERITA’.
Oreste Gentile.

CERTIFICATO DI NASCITA DI PAPA CELESTINO V (Pietro di Angelerio).

agosto 12, 2019

PRESO ATTO che alla data del 12 agosto 2019 il quotidiano Primo Piano Molise non ancora pubblica quanto dichiarato in data 13 aprile 2008 nell’articolo: Il Papa: “L’iserniano Celestino V”: […], documenti interessanti ed ancora inediti sono custoditi nella biblioteca di Montecassino. L’associazione “La Fraterna” a breve inoltrerà formale richiesta per visionare alcuni dove è chiaro, come la luce del sole, il luogo di nascita di Celestino V.

VISTA la dichiarazione del vescovo mons. Camillo CibottiSembra quasi – ha affermato in conferenza stampa – che il Santo Patrono sia mortificato, perché non è sentito come ad esempio accade a Venafro per i Santi Nicandro, Marciano e Daria. E’ importante per la città l’identificazione il Patrono.

CONSIDERATO che il patrono della città di Isernia, non era mai stato san Pietro Celestino, proclamato tale UNICAMENTE in base ad un parere del Consiglio Comunale, come da articolo pubblicato dal quotidiano Nuovo Molise in data 11 giugno 2004: Pur riconoscendo l’alta competenza e l’autorità del Pontificio Comitato, nel prendere atto di tale comunicazione si evidenzia che il nuovo Statuto della Città di Isernia, recentemente adottato dal Consiglio Comunale, sancisce all’art. 1, comma 3, che: << Patrono della città di Isernia è San Pietro Celestino, la cui festività religiosa e civile è fissata per il giorno 19 maggio>>; a dispetto di quanto scrisse (1640-44) l’isernino Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia, era san Nicandro e san Marciano: … , si congettura ancora dall’ antica protezione, che questi gloriosi Martiri han sempre tenuto, e tengono d’Isernia, e di Venafro, nelle quali da tempo antichissimo essi soli sono stati tenuti per padroni, e protettori, e CONTRO l’autorevole parere della Biblioteca Apostolica e del Pontificio Comitato di Scienze Storiche: […]. In accoglimento della Supplica avanzata dalla libera unione di studi agiografici, sotto il titolo di “Unione laicale Santissima Vergine Ausiliatrice”, va fatto manifesto che, in via non contingente, San Pietro Celestino Papa (Celestinus V Pontifex) è semplicemente compatrono secondario della Città dell’Isernia in Molise. Il principale (primis est) è San Nicandro, martire del sec. IV, protector della medesima Città e della Diocesi. Ne fanno nitida fede Atti Sinodali nonché episcopali Acta Pastoralis; vieppiù il “Decretum Pii”, il “Museo Italico” di Mabillon, la “Epistola ad Ecclesiam Aesemiensem e la coeva “Epistola Pastoralis ad clerum et populum” del vescovo Lodovico Cigni.

PRESO ATTO che nel periodo di soli 5 anni sono stati celebrati 2 (DUE) anniversari per gli 800 anni della nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio: il anniversario negli anni 2009-2010 fu organizzato dalla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana di cui fa parte la diocesi di Isernia-Venafro, con la peregrinatio delle spoglie del santo papa in diverse località dell’Abruzzo e Molise, tra cui Isernia, e la presenza il 4 luglio 2010 nella città di Sulmona del papa emerito Benedetto XVI;
il 2° anniversario è stato celebrato nell’anno 2015 nella sola città di Isernia alla presenza di papa Francesco I.

PRESO ATTO che le testimonianze per accreditare alla città di Isernia la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, si sono rivelate TUTTE INFONDATE:
1). La casa natale di Pietro di Angelerio nella città di Isernia.
2). Il fondo paterno o una vigna nei pressi della città di Isernia dove Pietro di Angelerio avrebbe fatto edificare un monastero.
3). La visita di san Francesco di Assisi nella città di Isernia dove avrebbe incontrato il piccolo Pietro di Angerio di circa 6 o 8 anni.
4). La lettera del vescovo Giacomo.
5). La Bolla di papa Gregorio X.
6). La pergamena del vescovo Matteo.
7). La pergamena del vescovo Dario.
8). La pergamena del vescovo Roberto.
9). La presenza di papa Celestino V nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294.
10). Il dono di papa Celestino V di UNA o DUE croci alla città di Isernia.
11). L’anno di nascita di Pietro di Angelerio.
12). Il cognome della madre di Pietro di Angelerio.
13). Il monastero nei pressi della città di Isernia dove Pietro di Angelerio fu novizio.

PRESO ATTO che l’Annuario Pontificio organo ufficiale informativo pubblicato dalla Santa Sede (su google: annuario pontificio prima pubblicazione) dalla sua prima edizione (anno 1716), nella edizione dell’anno 1862 era scritto: CXCIII. S. Celestino V, d’Isernia, Angeleri dal Murrone, c. 1294. Si dimise dal Pontificato dopo aver seduto m. 5, g. e che fino alla edizione dell’anno 1997 era scritto: S. Celestino V, n. a Isernia, Pietro del Murrone [… ].

PRESO ATTO che dall‘anno 1998, lo stesso Annuario Pontificio, senza una giustificazione, dichiara: S. Celestino V, del Molise, Pietro del Murrone […].

ESAMINATE e LETTE le antiche fonti bibliografiche ricche di informazioni UTILI per localizzare ed identificare il luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio, la cui ATTENDIBILITA’ è TESTIMONIATA dagli autorevoli giudizi di mons. Sergio Pagano (2012) e di mons. Giuseppe Petrocchi (2013).

Mons. Pagano:
1). L’Autore della cosiddetta Vita C, la fonte più attendibile sulle gesta di Celestino V, scritta da un suo confratello poco dopo la morte del papa. […] povera contadina Maria, sposa di Angelerio. […]. Abbiamo quindi la Vita (C) di Celestino V attribuita ai monaci celestini Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona. La datazione del manoscritto fu fissata dal bollandista Van Ortoy tra il 1303 e il 1306; studi più recenti (Eugenio Susi) la collocano però dopo il 1306.
2). […]. Bisogna menzionare in primo luogo la cosiddetta «Autobiografia» di Celestino V, la fonte agiografica più antica che possediamo, tradizionalmente attribuita allo stesso Pietro del Morrone, ma più probabilmente redatta, subito dopo la sua morte, da un anonimo compagno sulla base dei ricordi del santo eremita.
3). [..]. Vita volgare di Stefano Tiraboschi, del secolo XV, tramandata dal manoscritto Cl. V, n. 68 della Biblioteca Marciana di Venezia.
4). Pure un grande studioso di Celestino V. ben noto anche qui a L’ Aquila, Peter Herde, ha scritto che la scelta di Pietro del Morrone […].

Mons. Petrocchi: […]. Nella più importante testimonianza agiografica sul Santo, quella che è ormai da tutti conosciuta come Vita C, scritta da due compagni di Pietro del Morrone Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona […].

PRESA VISIONE E LETTO l’articolo a firma dell’arcivescovo mons. Giancarlo Maria Bregantini pubblicato dal Messaggero di Sant’Antonio (luglio-agosto 2008) scritto dopo la sua visita pastorale all’antico monastero benedettino di Santa Maria in Faifolis: In questo monastero benedettino […] e lui (Pietro di Angelerio) proviene da un paesello posto sull’altra costa della vallata, Sant’Angelo Limosano.

PRESA VISIONE ED ASCOLTATA l’intervista dell’arcivescovo mons. Giancarlo Maria Bregantini rilasciata a TG 3 Rai il 25 luglio 2019: D.: C’è ancora una diatriba tra S. Angelo Limosano e Isernia per chi ha dato i natali a Celestino V ho abbiamo la certezza? R.: La diatriba resterà sempre perché il Vaticano se le sbrigata con: è nato nel Molise. Noi diciamo da gente di questo luogo che è nato a Sant’Angelo Limosano, altri diranno altre cose. Noi lo motiviamo per la particolare vicinanza che ha avuto questo Sant’Angelo con Faifoli dove lui è cresciuto come novizio, si è approfondita la sua vocazione ed è stato lì che ha emesso i voti, perciò c’è certamente una ragione diremo affettiva ed effettiva.

SI CERTIFICA

Il papa Celestino V, al secolo Pietro, figlio di Angelerio e di Maria, è nato in Sant’Angelo Limosano il giorno 29 giugno 1209.
(o. g.)

PAPA CELESTINO V. LA CHIESA E LA CARTA STAMPATA I DEPOSITARI DELLA VERITA’ ?

maggio 19, 2018

Celebriamo oggi, sabato 19 maggio 2018, S. Celestino V papa, al secolo Pietro di Angelerio, nel giorno della sua morte avvenuta sabato 19 maggio 1296, nel castello di monte Fumone, all’età di 87 anni, essendo nato lunedì 29 giugno 1209.

In quale località ?

                                      UNA DOMANDA SENZA UNA RISPOSTA.

Papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio.

Il giorno 13 maggio 2018 è stata celebrata la 52ma Giornata delle Comunicazioni sociali. Tema: Notizie false e giornalismo di pace, e, come sempre, la Chiesa ha invitato i fedeli a pregare: Perché gli scrittori, i giornalisti, i registi e gli operatori della comunicazione nel raccontare il mondo che li circonda siano sempre  attenti e rispettosi della verità e della dignità di ogni persona…. .

Come spesso accade, sono pochi gli scrittori, i giornalisti, i registi e gli operatori della comunicazione che rispodono all’invito della Chiesa e, a volte, sono gli stessi uomini di Chiesa a < predicare bene e razzolare male >.

Una vicenda che si trascina da secoli: l’identificazione del luogo di nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio (per brevità non esamireremo l’anno della nascita, il cognome dei genitori, lo stato patrimoniale e la sua presenza nella città di Isernia nei giorni 14 e 15 ottobre 1294).

Cosa hanno scritto gli uomini di Chiesa in merito al luogo della nascita di Pietro di Angelerio ?

Dimostrano indifferenza alla secolare polemica, tanto da scrivere nell’anno 2009, in occasione della celebrazione dell’VIII centenario (1209-2009) della nascita di papa Celestino V: Cari fratelli e sorelle, noi Arcivescovi e i Vescovi dell’Abruzzo e del Molise siamo lieti di annunciare che a San Pietro Celestino V viene dedicato uno speciale anno giubilare dal 28 agosto 2009 al 29 agosto 2010 in occasione degli ottocento anni dalla nascita, dagli storici collocata tra il 1209 e il 1215.  Le diocesi del Molise sono tutte coinvolte, essendo S. Pietro Celestino compatrono del Molise. Pietro Angelerio è nato nel Molise, è stato a Faifoli (Montagano) come chierico e come abate. La devozione è molto sentita in tanti luoghi tra cui Isernia.

Perché evidenziare La devozione è molto sentita in tanti luoghi tra cui Isernia e citare UNICAMENTE la città che da secoli ne rivendica la nascita ?

Perché ricordare la secolare polemica e giustificare l’atteggiamento dellaChiesa dichiarando: Oggi discute molto, dal punto di vista storico, su quando e dove è nato S. Pietro Celestino, se a Sant’Angelo Limosano, a Isernia o in altri luoghi. Lasciamo questa ricerca agli studiosi e agli storici con l’augurio che nel futuro possano darci indicazioni più chiare. A noi (uomini di Chiesa, n. d. r.) queste cose interessano relativamente, perché ciò che ci sta a cuore è la sua vita.

Si < lavano le mani > come Ponzio Pilato, poi esprimono pareri contrastanti tanto da confonderel’ignaro con queste dichiarazioni:1. nacque nel Molise2. nasce in terra d’Isernia, nel Molise; 3. il luogo di nascita è conteso tra Sant’Angelo Limosano e Isernia. Non entriamo nel merito ma di certo sentiamo molto fondato il sito di Sant’Angelo Limosano, perché quel paese meglio giustifica la sua presenza giovanile presso il monastero di Faifoli. 4. La ininterrotta tradizione locale, suffragata anche da autorevoli storici dell’ordine celestiniano, vuole nato in terra d’Isernia. 5. Hanno perfino dato la loro < benedizione> a una nuova località in provincia di Caserta che in tempi recenti si è candidata per rivendicare la nascita del papa molisano.

                                                  PIATTO RICCO MI CI FICCO.

Ignoro cosa sia stato scritto nell’Annuario Pontificio dell’anno 2018,ma nell’edizione dell’anno 1997, era scritto: S. Celestino V, n. a Isernia, Pietro del Morrone;  mentre nella edizione dell’anno 1998S. Celestino V, del Molise, Pietro del Murrone: MOLISE indica tutto il territorio del regione, ergo papa Celestino V potrebbe essere nato in uno dei suoi 136 comuni, ma le biografie ricordano che nacque in un castrum,  mentre Isernia era una civitas ed entrambe si localizzavano nel comitatus o conteadi Molise.

                              “CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE … INTENDA”.

Così agiscono gli uomini di Chiesa.

Per come agiscono i giornalisti, esaminiamo un articolo pubblicato da un noto quotidiano del Molise il 13 aprile dell’anno 2008.

Il redattore (ne ometto l’identità per non offrirgli una “gratuita pubblicità”), esordisce, sic et simpliciter: L’iserniano Celestino V.

ISERNIANO (agg.vo-sost.vo masch.)  ?

La documentazione archeologica, numismatica e letteraria lo SMENTISCE.

Gaio Plinio Secondo il Vecchio (23 – 79 d. C.) in Naturalis Historia (libro III, 107) ricordò gli Aesernini.

Non male come premessa dell’articolo !

Il redattore, cicero pro domo sua, ha citato correttamente Platina (1421-1481), il cui vero nome era Bartolomeo Sacchi, abbreviatore [Enciclopedia Treccani: Nel Medioevo, denominazione (lat. abbreviator o breviator) degli ausiliari dei notai e, dal sec. 14°, degli impiegati della cancelleria pontificia che facevano estratti delle suppliche ricevute e stendevano le minute delle bolle e dei brevi pontifici.] di alcuni pontefici e fu direttore della Biblioteca Vaticana; la sua pubblicazione principale fu un breve trattato di gastronomia.

Con superficialità e leggerezza, senza un’approfondita ricerca bibliografica, ignorando quanto tramandato dai primi biografi del papa molisano, nell’anno 1479 Platina scrisse una breve: De vitis Pontifici: Celestino Quinto, chiamato prima Pietro da Morone, fù de Isernia e visse heremita in un luoghetto solitario due miglia lungi da Sulmona.

Chi furono i primi biografi di papa Celestino V, ignorati da Platina e dal diligente redattore ?

Il cardinale Jacopo Stefaneschi, circa 200 anni prima di Platina, tra il 1296 e il 1314, a pochi anni dalla morte (1296) di Celestino V, nel suo Opus Metricum aveva ricordato, riferendosi al luogo di nascita: Est locus Aprutii, cui profert accola nomen Molisium, patria huis: quonda vel parte Laboris Terrae.

                                               IGNORATA ISERNIA.

Il frate F. Francisci Pipini (1270-1328), bolognese scrisse nel Chronicon: Hic fuit conversatione Anachoreta, sive Eremita de Abrutio, oriundus prope Sulmonam provinciae Terrae-Laboris, vocatus prius Frater Petrus de Murone.    

                                               IGNORATA ISERNIA.

TRE biografie denominate Vita A, Vita B e Vita C (1303 – 1306), ma la Vita C è stimata la più attendibile perché scritta da Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona, DUE dei discepoli più cari che stettero accanto a Pietro di Angelerio fino alla morte, ricordando il primo monastero frequentato dal giovane Pietro, scrissero: quod vocatur Sancta Maria in Fayfolis quod erat in provincia unde ipse exstiterat oriundus, cuius abbas dederat sibi primo habitum sanctae religionis.

Il monastero era nella provincia oriundus (di nascita) e Santa Maria in Faifoli dove fu ospite per il noviziato, è poco distante da Sant’Angelo Limosano.

                                                IGNORATA ISERNIA.

Per brevità, ricordiamo i biografi che scrissero PRIMA di Platina:

Guidonis (12611331) vescovo francese, fu dello stesso parere di Pipini.

                                                IGNORATA ISERNIA.

La Bolla di Canonizzazione (1313), ricordò: la Provincia di Terra di Lavoro, omettendo comitatus Molisi che era la denominazione di un unico Justitiariato nel regno di Napoli; proseguendo, il testo della Bolla ricordò erroneamente: Hic Fr. Petrus de Morone antea dictus, natione Apulus Monachu.

                                                 IGNORATA ISERNIA.

Natione Apulus scrisse anche Petrus de Alliaco, cardinale francese (1326 – 1415).

                                                  IGNORATA ISERNIA.

Tra gli anni 1471- 1474, Stefano di Lecce, celestiniano e professore di sacra teologia,

IGNORATO dal Platina che aveva scritto nel 1479 (circa 8-5 anni dopo) e dal redattore dell’articolo in esame, nella Vita del Beatissimo Confessore Pietro Angelerio scrisse: Pietro di Castel Sant’Angelo, contado del Molise, vicino Limosano. […] si chiamava Santa Maria del Molise (corruzione di Faifoli, n. d. r.), vicino al castello di Limosano e al territorio di Sant’Angelo, di dove lui stesso era originario.

                                                      IGNORATA ISERNIA.

Lelio Marini, Abbate Generale della Congregatione de Monaci Celestini dell’Ordine di San Benedetto scrisse la biografia San Pietro del Morrone già Celestino Papa V (1630), composta di 550 pagine e a buon diritto, può essere stimata la più completa per la ricchezza delle descrizioni storiche, geografiche e religiose.

Nella prefazione alla sua opera, Marini citò tra i biografi di Celestino V, anche Dionigi Fabro Francese, di cui non ho trovato altre notizie, mentre il redattore dell’articolo ricorda tale Fabbro, assertore dell’origine isernina di papa Celestino V.

MARINI ricordò che alla sua epoca (XVII sec.) si era diffusa la notizia: La patria del Santo secondo l’opinione volgare fù Esernia antica & illustre città dei Sanniti, ma aggiunse diligentemente: Altri scrittori non di meno hanno lasciato memoria, che il luogo dove nacque Pietro, fu un castello chiamato Sant’Angelo: così hanno alcuni Manoscritti antichissimi, la prima parte de i quali si professa nel prologo, che fù lasciata scritta di propria mano da un Monaco di Santa vita discepolo del Santo & si hà che fu il Beato Roberto de Sale. Et dal trattato, che scritto di mano del Santo medesimo delle cose passate nella sua fanciullezza & nei primi anni della sua conversione, fù trovato nella Cella di lui.  (segue un riferimento a quanto scritto dal cardinale Giacomo Caitano che citò un luogo chiamato Molisi e alla bolla di Canonizatione, già esaminata).

                                                            CAPITO ?

Marini 1630, quale scopo aveva per accreditare la nascita di papa Celestino V al castrum dell’odierno Sant’Angelo Limosano e non alla civitas di Isernia ?

Alcuni anni  dopo Marini, Ciarlanti 1640 (citato dal redattore) Telera 1648, Spinelli 1664, il Bullari Romano 1741, Celidonio 1896, senza indizi, indicarono la civitas di Isernia.

Il redattore dell’articolo evidenzia la pubblicazione nell’anno 1894 di un volume straordinario in cui viene chiarito esemplarmente il luogo e la data di nascita.

In verità, in verità a tale proposito, vale la pena esaminare quanto scrisse Grano nell’anno 1996: La Bolla fu esibita per la prima volta da Celestino Telera nel 1648, il quale così la inserì nella sua opera: “” Nacque Pietro detto del Morrone nell’anno di nostra salute 1215, sotto il pontificato d’Innocenzo III, in Isernia, città dei Sanniti; benchè altri, quanto alla patria, diversamente, ma senza appoggio di vere ragioni, stimassero; poiché negli antichi Officij della Chiesa e nella vita di lui, scritte da più gravi Autori leggiamo esser’egli nato in quella città. Il che si fa molto più chiaro da un editto del 1289 (che si trova appresso què cittadini) in cui Roberto Vescovo di Isernia, eresse una Compagnia di persone devote per impiegarle in esercitij di carità verso gl’infermi e peregrini “”.

Il testo della Bolla, ricorda: Nos Robertus, Dei gratia yserniensis, […] religosi viri fratris Petre de Murrone huius civitatis Ysernie civis […]. Actum Ysernie anno Domini Millesimo ducentesimo ottuagesimo nono, primo Octubris, terti anno secundo.e Indictionis, Pontificatus Nicolay Pape quarti. (1° ottobre 1289).

Il redattore esprime un proprio giudizio sul testo della pergamena, affermando: in cui viene chiarito esemplarmente il luogo e la data di nascita: in verità, Petre de Murrone fu ritenuto civitate Ysernie civis, ovvero semplicemente cittadino della città di Isernia, non nato o nativo di Isernia: la cittadinanza si acquisiva e si acquisisce trasferendosi dal luogo di nascita in un’altra località (di residenza); dove era scritto, come afferma il redattore, la data di nascita di fratris Petre de Murrone ?  

                                                          MISTERO.

Il MISTERO infittisce sulla esistenza della Bolla: SOLO Telera aveva trovato NON l’originale, ma una COPIA del XVI secolo di cui si ignora la provenienza; pertanto l’avrebbe potuta compilare lo stesso Telera.

Le sorprese non mancano e il giallo è sempre più avvincente.

Il Santo Giovanni Paolo II fu tratto in errore dal suo entourage che gli aveva scritto il discorso, ricordato dal redattore nel suo articolo, pronunciato il giorno 16 novembre 1996 in occasione della visita dei pellegrini non solo della diocesi di Isernia-Venafro con il vescovo mons. Gemma, come ha evidenziato il redattore presente all’evento; perché non ha ricordato anche la presenza dei fedeli della diocesi di Trivento con il loro vescovo mons. Santucci ?

                                                          MISTERO.

Avendo visionato la registrazione dell’evento, riassumo quanto ci interessa: il vescovo di Isernia-Venafro esordì rivendicando al capoluogo della sua diocesi la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angeleni; il Santo Papa, leggendo con molta fatica a causa della salute precaria quanto scritto da altri, rispose: Cari pellegrini di Isernia-Venafro, in questi tre anni di celebrazioni centenarie celestiane a ricordo dell’elevazione al sommo Pontificato dell’iserniano Pietro da Morrone, divenuto Celestino V, e dell’anniversario della sua santa morte […] .

E’ bene evidenziare che nel momento stesso in cui furono pronunciate queste parole, mons. Santucci, vescovo di Trivento, seduto tra il Pontefice e mons. Gemma, subito si volse verso il collega isernino per un commento di cui ignoro il contenuto: un suo giudizio sul termine iserniano o sulla nascita di Pietro di Angelerio nella città di Isernia ?

                                                              MISTERO.

Mons. Santucci (al centro) si rivolge a mons. Gemma. La mantellina bianca del Santo Giovanni Paolo II, seduto alla sinistra del vescovo della diocesi di Trivento. (immagine TV Telemolise).

Il redattore ha dato all’evento GRANDISSIMA importanza, al punto da scrivere: Questo basta e avanza per mettere a tacere qualche “ugola solitaria”.

Il finale dell’articolo è sorprendente.

Il redattore scrive: Conclusione: documenti interessanti ed ancora inediti sono custoditi nella biblioteca di Montecassino. L’associazione “La Fraterna” a breve inoltrerà formale richiesta per visionare alcuni documenti dove è chiaro, come la luce del sole, il luogo di nascita di Celestino V.

Correva l’anno 1998, mese di Aprile; SIAMO nell’anno del Signore 2018, giorno 19 maggio, san Celestino V papa: I MEMBRI de L’associazione “La Fraterna” HANNO DIMENTICATO hanno dimenticato di inoltrerà formale richiesta per visionare alcuni documenti o SI SONO PERSI NEI LUNGHI CORRIDOI DELLA BIBLIOTECA MONUMENTO NAZIONALE DELL’ABBAZIA DI MONTECASSINO o i documenti interessanti ed ancora inediti NON SONO MAI ESISTITI ?

                                                           MISTERO.

Dopo 10 anni, siamo in attesa della pubblicazione dei documenti interessanti ed ancora inediti dove è chiaro, come le luce del sole, il luogo di nascita di Celestino V.

E GLI UOMINI DI CHIESA CONTINUANO A FARE TIFO PER LA CITTA’ DI ISERNIA o per la TERRA DI ISERNIA.

                                                            AMEN.

Oreste Gentile.

 

SAN FRANCESCO NELLA CITTA’ DI ISERNIA ?

ottobre 29, 2016

La notizia della presenza di san Francesco nella città di Isernia fu documentata da Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia, nella sua opera Memorie Historiche del Sannio (1644): Dopo ch’ebbe pigliato (san Francesco) molti luoghi nella Puglia, nel ritorno onorando di nuovo con la sua presenza queste parti, fondò altri tre (monasteri) nella Provincia di Benevento, cioè quello di Mirabella. Ovvero di Acqua putrida, di Avellino, e di S. Maria Oliveta nella Terra d’Apici, come afferma il Vandingo in detto anno. Indi giunto in Isernia anche vi fondò il Convento sotto l’invocazione di S. Stefano, secondo lo stesso Autore, ove etiandio al presente si vede una stanza, in cui dimorò per quel poco tempo. Che vi si trattenne. […]. Vi è anche la campana, che fu fatta nel 1259.

Come non credere all’arciprete Ciarlanti?

Ma, consultando il testo originale Annales Minor (1625-1654), di Lukas Wadding scopriamo che san Francesco non è mai stato nella città di Isernia, né vi fondò un monastero.

Wadding, scrisse:

w-1

Si legge: 1 San Francesco era in Puglia ed aveva visitato il santuario di San Michele. 2 Nei pressi di Benevento città nella provincia terrae laboris fondò un monastero presso Mirabello (Acquae pitridae), un altro ad Avellino ed il terzo a sancta Mariae Oliveta, presso l’odierna Apice. Successivamente san Francesco si trasferì presso oppido vici Albi e in oppido Apostae giunse a Eugubium (Gubbio), in Umbria città antica….. .

E la sua presenza ed il monastero nella città di Isernia ?

La città fu ignorata da san Francesco, visto che Vadding, prima che il santo giungesse al santuario di Monte Sant’Angelo, tramanda la sua presenza nell’odierna Mignano Monte Lungo, precisando che era adiacente a campis Venafranis (Venafro); successivamente il santo si trasferì a Maddaloni.

fr2Ci sono stati studiosi che hanno voluto “sfruttare” quanto scritto da Ciarlanti per testimoniare la nascita di papa Celestino V, al secolo Pietro di Angelerio nella città di Isernia, inventando l’incontro di san Francesco, presente nella città addirittura nel giorno di Pasqua del 3 aprile 1222: Il culto di S. Francesco fu molto in auge nell’età celestiniana. Secondo una tradizione si vuole che durante la venuta dell’assisiate in Isernia (1222, cfr. par. XVI e Ciarl., IV, 333) il Poverello avesse conosciuto fanciullo il futuro Celestino V il quale in quell’epoca aveva otto anni.

Altri hanno scritto: Era l’anno 1222: Francesco d’Assisi, di passaggio per Isernia, nota tra la folla che lo attornia e lo venera un bambino di poco più di sei anni. Gli si avvicina, gli sorride dolcemente, lo accarezza. Il bambino diventerà Papa: papa Celestino V.

Quanta poesia, quanta dolcezza in questa descrizione, ma la Storia è tutt’altra cosa.

L’inesattezza di Ciarlante è stata sfruttata da alcuni studiosi per accreditare alla città di Isernia sia la nascita di Pietro di Angelerio, sia un diverso anno di nascita da loro stimato essere il 1215, mentre le più antiche biografie tramandano l’anno 1209.

Sottraendo da 1222, anno della presenza in Isernia di san Francesco, gli 8 anni del fanciullo, si ottiene 1214; sottraendo da 1222 i più 6 o 7 anni del bambino, si ottiene 1216 o 1215.

Questo è quanto.

(nel blog vedi in merito altri articoli)

Oreste Gentile